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La confessione – Guida delle anime non psicanalisi

22 marzo 2013

di Inos Biffi – Osservatore Romano del 22 marzo 2013

Ai sette sacramenti istituiti da Cristo appartiene la riconciliazione del peccatore pentito che riceve il perdono divino mediante il ministero della Chiesa, che ha assunto diverse modalità nel variare dei tempi, la più evidente delle quali è stata il passaggio dalla forma pubblica della penitenza a quella privata. In realtà le componenti essenziali del sacramento non sono mutate: il pentimento per la colpa grave, il proposito di evitarla, l’impegno di ripararla, quindi l’assoluzione della Chiesa e la rinnovata e piena comunione ecclesiale.
Ma se questi sono i termini del sacramento, il suo esercizio, specialmente con la penitenza privata, ha portato con il ministro del sacramento un tipo di rapporto non riducibile alla semplice assoluzione preceduta dalla confessione. Facilmente l’ambito della confessione segna il luogo e l’occasione tra penitente e confessore di un dialogo e di un confronto preziosi e insieme estremamente delicati, rientranti d’altra parte nel compito della “cura d’anime”, per usare l’espressione della Regula pastoralis di Gregorio Magno, che definisce “la guida delle anime” “l’arte delle arti” (I, 1).
Senza dubbio, la riconciliazione sacramentale non va confusa con una seduta psicanalitica, così come va nettamente distinta la figura del confessore rispetto a quella dello psicologo. Il primo è chiamato a essere il ministro della grazia divina per il penitente; il secondo si propone di guarire lo spirito malato di un paziente.
Com’è noto, la tradizione cristiana e non solo cristiana conosce la figura della guida spirituale. Una volta si parlava di “direttore” spirituale; oggi sembra sia diventato affatto sconveniente parlare di direttore, perché equivarrebbe ad ammettere una specie di dominio che compromette dall’esterno la libertà all’anima. È senza dubbio possibile un’ingerenza indebita e si può anche riconoscere che questo sia avvenuto; in ogni caso, il pensiero va non solo ai grandi direttori e maestri di spirito che hanno illustrato la storia della Chiesa, che furono guide sapienti di anime eccezionali, ma anche ai tanti illuminati confessori che hanno indirizzato e sostenuto il cammino interiore di numerosi fedeli. Anche al riguardo, vanno chiaramente distinti il ministero dell’assoluzione della colpa e il carisma della direzione spirituale.

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