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Giuseppe Toniolo tra economia capitalistica ed economia umana

18 gennaio 2011

Il 14 giugno 1971 Papa Paolo VI firmò il decreto di eroicità delle virtù di Giuseppe Toniolo. A trent’anni di distanza – il 10 novembre 2001 – si tenne a Cison di Valmarino (Treviso) il convegno “Economia capitalistica economia umana? Giuseppe Toniolo:  uno studioso al servizio dell’uomo” i cui atti sono stati poi pubblicati dall’editrice Ave. Da quel libro riproponiamo alcuni stralci dell’omelia tenuta nel corso della celebrazione eucaristica dall’attuale cardinale protodiacono e brani di due delle relazioni presentate.

di Agostino Cacciavillan

Il servo di Dio Giuseppe Toniolo considerava il matrimonio “stato nobilissimo e santissimo”, come scrisse alla fidanzata Maria Schiratti; stato che entrambi poi vissero con una profonda spiritualità. Uscito da una buona famiglia (il padre di Schio e la madre veneziana, donna di grande carità), ebbe sommamente a cuore la formazione della propria, facendo di essa il suo primo campo di apostolato. C’era nella sua casa una vera “chiesa domestica”.
In un ambiente sereno e gioioso, si osservava la legge di Dio e si rispettavano i principi religiosi e morali. I Toniolo erano assidui all’orazione e a pie letture; frequentavano la santa messa domenicale e feriale; si confessavano spesso. Abbiamo in proposito una bella testimonianza della figlia Teresa. Egli stesso così scriveva al figlio Antonio appena laureato (1894):  “Ti prego, per quanto può un cuore paterno che si ispira all’infinita paternità di Dio, non rallentarti e non intiepidirti mai sulla via della pietà, non raffreddarti soprattutto nella frequenza dei ss. Sacramenti”.
Tale situazione familiare fa venire in mente quella dei coniugi Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, che il Santo Padre proclamò beati domenica 21 ottobre 2001.
Il Toniolo ebbe sette figli, di cui tre morirono in tenera età. Da grande morì prematuramente anche la figlia Emilia (suora della Visitazione), che affrontò il distacco supremo dicendo:  “Recitiamo tutti un Magnificat e il Te Deum”. I genitori ne furono profondamente commossi ed edificati.
Del servo di Dio abbiamo un diario spirituale. In quelle pagine vediamo la sua sottomissione amorosa alla volontà di Dio; e in ciò egli giustamente ravvisa la virtù della carità, giacché – si domanda – che cosa è amore se non l’aderire della volontà dell’amante alla volontà dell’amato, cosicché di essi due si effettui un’ineffabile unione? (è l’esperienza mistica dell’unione trasformante). Questo fare la volontà di Dio mette il Toniolo accanto a Gaetana Sterni fondatrice delle suore della Divina Volontà, beatificata domenica 4 novembre 2001.
Ciò che san Paolo dice nella ii Lettera ai Tessalonicesi (seconda lettura di questa santa messa) si applica molto bene alla vita spirituale del servo di Dio. Egli è stato confortato e confermato in opere e parole di bene; ha fatto quanto ordinato dal Signore e dalla Chiesa, come i Tessalonicesi eseguivano gli ordini di Paolo; ha cercato l’amore di Dio per esserne ripieno e la pazienza di Cristo per esserne imitatore. Mitezza, pazienza, delicatezza d’animo, umiltà conquistata contro una certa naturale “ambizioncella” (come disse un suo direttore spirituale) sono anche questi aspetti caratteristici della sua spiritualità e personalità umana e cristiana.
Era inoltre uomo coraggioso e uomo d’azione, spirito creativo e di un ottimismo disarmante.
L’intensa vita spirituale, il continuo anelare alla santità (“voglio essere santo”), stanno alla base non solo della sua dedizione alla famiglia, ma anche del suo impegno educativo con gli studenti come docente a Padova, Venezia, Modena, Pisa, stimato da alunni e colleghi, e della sua attività accademica e pubblica nel campo scientifico e culturale, in quello della vita economica, sociale e politica, nonché dell’apostolato dei laici in generale. Professore e conferenziere rinomato, è anche autore di numerosi studi e opere.
Egli fu consultato da Leone xiii per la stesura dell’enciclica Rerum novarum, la magna carta dell’instaurazione di un nuovo ordine economico-sociale.
Più tardi Papa Pio x lo nominò presidente della appena istituita Unione Popolare, un organismo dei nuovi ordinamenti dell’associazione denominata “Azione cattolica”. Fu benemerito dell’istituzione delle Settimane sociali e promotore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Morì settantatreenne il 7 ottobre 1918, festa della Beata Vergine Maria del Rosario, che egli aveva recitato quotidianamente.
(©L’Osservatore Romano – 17-18 gennaio 2011)

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