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Chiese mobilitate sul Vangelo del lavoro

6 luglio 2009

Santo Domingo, 6. Una solida cultura del lavoro che abbia al centro il rispetto della persona e dei suoi diritti e un cambiamento di paradigma economico che deve ritrovare l’ineludibile dimensione etica. Lo hanno proposto i vescovi e i responsabili della pastorale della cultura di sette Paesi latinoamericani attraverso un messaggio reso pubblico al termine di una riunione svoltasi a Santo Domingo (Repubblica Dominicana).
Il messaggio finale dell’incontro, convocato dal Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), è diretto ai vescovi latinoamericani e ai responsabili della pastorale della cultura del continente.
I partecipanti all’incontro provenivano da Argentina, Bolivia, Colombia, Costa Rica, Paraguay, Perú e Repubblica Dominicana. I responsabili della pastorale della cultura ricordano “la prossimità del quinto centenario della morte di fra’ Antonio da Montesino, portavoce dei primi evangelizzatori del Nuovo Mondo”, e il famoso discorso di questo santo dal titolo “Con quale diritto” “in difesa dei lavoratori di quelle terre”.
I firmatari del messaggio valorizzano “l’opera di tante persone che hanno promosso, con i loro sforzi, lo sviluppo dei nostri popoli” e vedono “con speranza le attuali ricerche di una cultura della laboriosità”.
Allo stesso modo, constatano che nella cultura delle società latinoamericane e del Caribe non si ha abbastanza consapevolezza del diritto a un lavoro “degno”, né “del diritto alla libertà per svolgere un lavoro che umanizzi e nobiliti le persone e favorisca la costituzione e lo sviluppo delle famiglie” o “dell’accesso allo studio che permetta un lavoro migliore remunerato e dei diritti delle donne, delle comunità indigene e degli afroamericani”.
I firmatari constatano anche che “per le ideologie neoliberali e neoconservatrici la persona non è il centro degli interessi”, ma diviene marginale strumento di prassi egoistiche e corporative.
“La ricerca di lucro e il consumismo – denunciano i presuli – hanno un valore assoluto:  la disoccupazione non è motivo di seria preoccupazione per i Governi; l’impiego è un affare”. “Non si rispetta la dignità dei lavoratori e si degrada l’ambiente”.
“Le differenze tra ricchi e poveri sono  sempre  più grandi; la disoccupazione e la concorrenza sleale costringono a  migrazioni  incontrollate e le varie forme di violenza fanno parte dell’esclusione e delle nuove schiavitù”.
Per tutto questo, nel contesto della Missione continentale, i vescovi del Celam sottolineano “la necessità di trasformare il nostro stile di vita, espresso nel modo di pensare e di agire di fronte alla mancanza di un lavoro degno e umanizzante”.
A causa di tutto ciò, formulano una serie di proposte ai pastori, iniziando col chiedere di “studiare, con esperti cattolici e uomini e donne impegnati nella Chiesa, un cambiamento di paradigma economico per raggiungere un’economia della solidarietà cristiana sostenibile, che rispetti la persona umana e il suo desiderio a una sopravvivenza degna”.
In secondo luogo, chiedono di “analizzare e approfondire nelle assemblee plenarie dei loro episcopati il tema del mondo del lavoro”.
In terzo luogo, di “invitare le università cattoliche e i centri di cultura presenti nei loro Paesi a ricercare il senso del Vangelo del lavoro, per annunciarlo, difenderlo, celebrarlo e servirlo”.
Allo stesso modo, chiedono di “lavorare nelle Conferenze episcopali e nelle commissioni per la cultura per lo sviluppo di una sana e solida cultura del lavoro, di fronte alle logiche perverse della concorrenza, alle nuove schiavitù e a tutte le forme di sfruttamento”.
Esortano, infine, a “instaurare nelle giurisdizioni ecclesiastiche, nei seminari diocesani, nelle parrocchie e nei programmi educativi forum e laboratori di formazione sul Vangelo del lavoro e le sue sfide di fronte al crocevia e al dominio delle ideologie e delle politiche consumistiche che viviamo in America Latina e nel Caribe”.
Per accompagnare questi processi, i partecipanti all’incontro faranno giungere il loro apporto “per la riflessione e l’implementazione di una cultura del lavoro evangelica”.
I presuli del Celam concludono pregando “il Signore Gesù, il falegname di Nazaret che ha vissuto e dignificato il Vangelo del lavoro, di illuminare e rafforzare la ricerca di un nuovo paradigma per la comprensione e la proposta della cultura del lavoro in America Latina e nel Caribe”.

(©L’Osservatore Romano – 6-7 luglio 2009)

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