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Padre Borgomeo ha servito la Chiesa nelle comunicazioni sociali

5 luglio 2009

Roma, 4. “Una generosa e competente opera al servizio delle comunicazioni sociali”. Con queste parole Benedetto XVI ricorda il fedele servizio reso alla Santa Sede dal compianto padre Pasquale Borgomeo “per tanti anni apprezzato direttore generale della Radio Vaticana”. Il telegramma, inviato dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone al preposito generale della Compagnia di Gesù, padre Adolfo Nicolás Pachón, è stato letto, stamane, da padre Federico Lombardi prima dell’omelia tenuta nella liturgia esequiale nella chiesa romana di Santo Spirito in Sassia. Questo il testo del telegramma:  “Informato del decesso di padre Pasquale Borgomeo per tanti anni fedele collaboratore della Santa Sede specialmente come apprezzato direttore generale della Radio Vaticana il Sommo Pontefice desidera esprimere sentite condoglianze ai familiari e alla Compagnia di Gesù colpiti dalla sua scomparsa e mentre ne ricorda con animo grato la generosa e competente opera al servizio delle comunicazioni sociali affida la sua anima alla materna intercessione della Vergine santa e di cuore invia ai congiunti e ai confratelli e ai fedeli riuniti in celebrazione del suo suffragio la confortatrice benedizione apostolica”.
Al rito, presieduto dal cardinale Roberto Tucci, hanno preso parte numerosi confratelli della vicina curia generalizia della Compagnia di Gesù, di “La Civiltà Cattolica” e una folta rappresentanza delle varie sezioni della Radio Vaticana; presenti numerosi amici giornalisti della stampa cattolica, vaticanisti, direttori di testate giornalistiche ed emittenti pubbliche.
“Non si possono riassumere in breve tanti anni di servizio fedele, vissuto con intelligenza ed entusiasmo, con la chiara visione di una missione ricevuta al servizio del Santo Padre, al servizio della Chiesa. Certamente la sua personalità era ricca di cordialità e di fascino. Chi ha avuto modo di collaborare più da vicino con lui ne conserva un bellissimo ricordo”. Padre Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede ma anche successore di padre Pasquale Borgomeo alla direzione generale della Radio Vaticana, dopo esserne stato per più di dieci anni il braccio destro, ha ricordato così il suo confratello. Nel delineare le tappe salienti dei 76 anni di vita di padre Borgomeo – di cui più di 60 nella Compagnia di Gesù e 35 alla Radio Vaticana – padre Lombardi ha ricordato quando gli venne conferita l’onorificenza francese della Legion d’Onore:  “Il cronista del quotidiano “La Croix” scriveva:  “Questo napoletano di 61 anni, caloroso e accogliente, licenziato in filosofia, filologia e teologia, poliglotta – parla quattro lingue – si dimostra sempre attento all’ascolto dei suoi interlocutori. Il Capo della Radio Vaticana è apprezzato per la sua autorità lungimirante e per il suo sorriso nel lavoro”.
Padre Borgomeo ha dedicato non poco impegno alla presenza della Radio Vaticana e quindi della Chiesa nel mondo internazionale delle comunicazioni sociali, in particolare nei rapporti con le emittenti pubbliche. “La sua apertura di spirito e la sua cordialità di rapporti – ha sottolineato padre Lombardi – hanno dato luogo ad amicizie profonde e hanno certo procurato rispetto e simpatia, attraverso di lui, alla Santa Sede e alla Chiesa. La sua capacità e competenza professionale erano ampiamente riconosciute nel mondo giornalistico italiano, e non a caso fino alla fine egli è stato consigliere ecclesiastico dell’Unione Cattolica della Stampa Italiana”.
Lo spirito religioso è rimasto vigile in lui per tutta la vita. “L’entusiasmo con cui si impegnava perché la Radio svolgesse al meglio il nuovo servizio della copertura informativa dei viaggi del Papa era vivo e sincero. La sua devozione al Papa e alla Santa Sede era senza incertezze, animata da un vero spirito di fede”.
E ancora padre Lombardi ha evidenziato un’altra qualità di Borgomeo:  “Posso testimoniare che quando ci trovavamo – cosa che ogni tanto succedeva – di fronte a decisioni od orientamenti dei superiori diversi da quanto avremmo desiderato, Pasquale era assai più pronto di me a mettere fine alle discussioni e ad accettare in spirito di obbedienza anche ciò che gli poteva costare”.
Le vicende giudiziarie degli ultimi anni a proposito delle trasmissioni della Radio Vaticana sono state certamente per padre Borgomeo fonte di amarezza, perché – ha detto ancora padre Lombardi – “sapeva bene di avere esercitato sempre i suoi compiti con senso di profonda responsabilità sotto tutti gli aspetti, non solo tecnici, ma anche giuridici e ambientali. Ma ciò fa parte delle vicende della vita, del prezzo da pagare quando si portano responsabilità alte e complesse”.
Padre Lombardi ha ricordato le parole che Borgomeo pronunciò al termine del suo servizio alla Radio Vaticana:  “Nel momento del congedo, quello che domina in me è un sentimento di stupore prima ancora che di gratitudine. Stupore e gratitudine per il dono inestimabile che mi è stato fatto di poter servire la Chiesa e il suo Supremo Pastore in tempi tanto cruciali per la storia dell’umanità, e di veder crescere, giorno dopo giorno, in maturità, in motivazione, in professionalità, in efficacia, il magnifico strumento di evangelizzazione che è la Radio del Papa”.
Padre Lombardi, ha pure ricordato il recente servizio di padre Borgomeo come segretario della commissione preparatoria della nuova congregazione generale della Compagnia di Gesù e si è soffermato su un tratto caratteristico della sua spiritualità come uomo di comunicazione e più specificamente di comunicazione radiofonica. “Tra i suoi scritti ho trovato lo schema di una conversazione alla diocesi di Castellammare e Sorrento del 2003, è solo uno schema, ma articolato ed eloquente. Egli parte da un testo del suo maestro Agostino, sulla regressio, il “ritorno”, ritorno nella interiorità dell’uomo per scoprire la propria verità, per scoprire la verità della Parola, del Verbo di Dio. Pasquale difende appassionatamente il valore della comunicazione attraverso la parola di fronte allo strapotere dell’immagine. Dice che la parola interiorizza il messaggio, che porta un messaggio personale”.
Padre Lombardi ha cittato ancora uno scritto del confratello:  “L’ascolto, questa altissima forma di “ritorno”, momento culmine dell’attività spirituale dove incontri il Maestro interiore, e dopo essere rientrato in te stesso ti potrai aprire agli altri. Comunicare appartiene alle radici dell’essere e dell’amare e si nutre di Parola viva e di ascolto. Parafrasando san Giovanni, vorrei concludere con una domanda:  Se non ascolti/comunichi con il fratello che vedi, come puoi ascoltare/comunicare con Dio che non vedi?”.
“Ora, dopo una vita di impegno dedicata in gran parte alla comunicazione – ha concluso padre Lombardi – noi crediamo che Pasquale sia di fronte a Dio, ascolti e comunichi con lui faccia a faccia”.
Al termine della celebrazione, prima del rito di congedo, padre Borgomeo è stato ricordato da uno dei fratelli e poi con brevi e commosse espressioni dal cardinale celebrante Tucci.

(©L’Osservatore Romano – 5 luglio 2009)

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