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Violenze in Pakistan colpiscono i cristiani

3 luglio 2009

Kasur, 3. Ancora violenze in Pakistan in un orizzonte, purtroppo, di intolleranza religiosa. Circa seicento musulmani hanno preso d’assalto, appiccando il fuoco a un centinaio di abitazioni di cristiani, il villaggio di Bahmani nel distretto di Kasur nella provincia del Punjab.
Il folto gruppo ha bruciato numerosi veicoli nelle strade, macchine e moto, e distrutto gran parte della rete elettrica del villaggio.
Dei gravi incidenti, avvenuti martedì scorso, ne riferisce la Commissione nazionale di giustizia e pace (Ncjp), organismo della Chiesa cattolica pakistana, affermando che gli attacchi hanno causato gravi danni specialmente alle abitazioni dei cristiani da cui sono stati anche rubati oggetti di valore e soldi.
Sembra che proprio i religiosi della moschea locale abbiano incitato alla violenza gli abitanti musulmani del villaggio accusando i cristiani di blasfemia.
La Commissione nazionale di giustizia e pace adombra però un disegno di conflittualità radicato e strategico che attiene a posizioni di intolleranza. Anche se non esclude possibilità di dialogo e di riconciliazione sociale.
Irfan Barkat, membro della Commissione, spiega che i disordini sono iniziati lunedì 29 giugno dopo una zuffa tra un ragazzo cristiano e uno musulmano. Quest’ultimo, Muhammad Riaz, viaggiava a bordo di una bicicletta quando ha incontrato Sardar Mashi, un cristiano di trentotto anni, il quale era alla guida di un trattore. Riaz ha intralciato il percorso al mezzo di Mashi il quale ha chiesto strada suscitando la reazione risentita del giovane musulmano.
La zuffa scoppiata tra i due è divenuta pretesto per i primi disordini dopo che Riaz, secondo fonti locali, si è rivolto a un religioso islamico del villaggio di Bahmani, il quale gli avrebbe suggerito di accusare Mashi di blasfemia.
Nella notte del 30 giugno i fedeli musulmani hanno preso d’assalto la zona del villaggio in cui vivono i cristiani.
Nell’attacco hanno preso di mira un centinaio di abitazioni appiccandovi il fuoco con il lancio di bombe molotov.
Irfan Barkat afferma che il 1° luglio un comitato composto da sei cristiani e sei musulmani della zona si è incontrato per affrontare la vicenda e negoziare la rappacificazione tra le due comunità, proponendosi di trovare, entro pochi giorni, una soluzione che possa ricomporre il tessuto della convivenza sociale.

(©L’Osservatore Romano – 4 luglio 2009)

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