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Una mostra itinerante sull’arcangelo Michele

3 luglio 2009

di Ilenia Bellini

Il Gargano in Puglia, il Pirchiriano in Piemonte e il Tumba in Normandia sono le tre montagne sulle quali si è insediato il culto per l’arcangelo Michele, rispettivamente nel V, VIII e X secolo, dando luogo a ricche tradizioni cultuali e storico-culturali. Tali tradizioni sono state al centro del Progetto Custos – sigla che sta per Cultura, università, storia, tecnologie, organizzazione, spettacolarizzazione – realizzato dall’università degli studi di Bari con fondi europei, che ha visto la creazione di un portale (www.custos.unibari.eu), due documentari scientifici, un film di animazione, una mostra fotografica itinerante sui  tre  monti  dedicati a san Michele e un volume-dossier  riepilogativo  dell’intero  progetto (cfr. “L’Osservatore Romano” dell’11 settembre scorso).
Per rinsaldare la collaborazione tra la Puglia e il Piemonte, soprattutto nel settore della ricerca storico-cristianistica, l’università di Bari ha indetto una nuova edizione del progetto che prevede l’allestimento anche in Piemonte della mostra “I tre monti consacrati all’angelo. Storia e iconografia”, cinquanta pannelli che illustrano, da vari punti di vista, la storia del santuario pugliese, di quello normanno e della Sacra di San Michele, montagne che, secondo le fonti medievali, l’angelo ha scelto per sé nell’Occidente latino.
Poste in continuità ideale e storica, costituiscono le tappe di un pellegrinaggio micaelico in linea, che dall’Europa centro-settentrionale, percorrendo le tante strade che costituivano la cosiddetta via Francigena raggiungeva Roma e il Gargano e proseguiva talvolta fino in Oriente e in Terra Santa. La mostra presenta riproduzioni fotografiche di reperti vari, oggetti d’arte colta e popolare, statue, sculture, ex voto, calici liturgici, impronte di mani e piedi di pellegrini, affreschi, miniature, dipinti medievali e moderni, scorci di paesaggio.
“La mostra – spiega Giorgio Otranto, responsabile del progetto – dopo le tappe di Bari e della Normandia sarà inaugurata il 9 giugno prossimo a Torino, dove rimarrà fino al 4 luglio. Hanno contribuito alla realizzazione del progetto l’università di Bari, che ha così accolto la proposta del presidente del Consiglio regionale Pietro Pepe, la presidenza del Consiglio regionale del Piemonte e il Dipartimento di Storia dell’università di Torino”.
“Si tratta di una iniziativa molto importante, scrive Pepe in una nota, che offrirà la possibilità di far conoscere le immagini più belle della grotta-santuario di San Michele del Gargano, dell’abbazia fortezza di Mont Saint-Michel e dell’abbazia di San Michele della Chiusa, sul monte Pirchiriano:  i tre monti del pellegrinaggio micaelico, luoghi-simbolo del culto per il “custode” della tradizione biblica e della fede, venerato e amato fin dall’antichità in tante parti del mondo”.
“Il Piemonte – spiega il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Davide Gariglio – ha visto la diffusione del culto micaelico, a seguito del ruolo che nella nostra regione ebbero nell’altomedioevo i longobardi, devoti a quello che era considerato uno dei principali patroni di quel popolo”.
La Sacra di San Michele è tra i luoghi che storicamente sono stati sede del culto dell’arcangelo guerriero. Nei suoi pressi, alle chiuse edificate ai piedi del monte Pirchiriano, proprio i longobardi di re Desiderio subirono nel 773 la sconfitta che avrebbe aperto l’Italia al dominio dei franchi. Per secoli l’abbazia benedettina ha dominato la vita del Piemonte e non solo, estendendo i suoi domini alla Savoia, in Francia e in Spagna.
L’abbazia, inoltre, è stata un baluardo difensivo contro le invasioni provenienti d’oltralpe (dai saraceni ai francesi) e un centro di cultura che ha influito profondamente sulla formazione del senso di comunità in tutta l’area piemontese. Per la sua storia secolare, per le testimonianze di spiritualità, di ardimento, d’arte, di cultura e per la sua eccezionale collocazione e visibilità, nel 1994, il Consiglio regionale ha assegnato alla Sacra il titolo ufficiale di “monumento simbolo” del Piemonte. Da quindici anni la Regione concorre al recupero e alla valorizzazione dell’abbazia, sostenendo le molteplici iniziative culturali promosse dai padri rosminiani, alle cui cure il monumento è affidato ormai da oltre 170 anni.
A corredo della mostra è stata pubblicata da Alessandra Moro una guida per una migliore fruizione della mostra.
Nell’ambito del progetto si è tenuto giovedì 25 giugno 2009 presso il Palazzo Lascaris di Torino il convegno “Sulle Alpi e fra due mari:  pellegrinaggio internazionale nel medioevo”. Sono intervenuti:  André Vauchez (Institut de France, Parigi) su “Pellegrinaggi e santuari di San Michele nell’occidente medievale”; Giorgio Otranto (università di Bari) su “Il pellegrinaggio micaelico dal Gargano all’Europa”; Giuseppe Sergi (università di Torino) su “La mobilità religiosa nel medioevo”; Raffaele Nigro (scrittore e poeta) su “Memorie di un barbaro”. Ha presieduto Giampiero Casiraghi (Comitato regionale sacrense).

(©L’Osservatore Romano – 3 luglio 2009)

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