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L’antico rito della Perdonanza

3 luglio 2009

Il nome Perdonanza deriva dalla Bolla del Perdono che Papa Celestino v emanò dall’Aquila alla fine di settembre del 1294. La Bolla di san Pietro Celestino introduceva i concetti di pace e riconciliazione e poneva solo due condizioni per ottenere il perdono:  l’ingresso nella Basilica di Santa Maria Collemaggio nell’arco di tempo compreso tra le sere del 28 e del 29 agosto di ogni anno, e l’essere “veramente pentiti e confessati”. Un corteo aveva accompagnato il Papa da Sulmona all’Aquila alla Basilica di Collemaggio, da lui stesso fatta erigere alcuni anni prima, e dove gli furono consegnate le vesti pontificali il 29 agosto 1294, davanti a una folla immensa e, soprattutto, a re Carlo d’Angiò e a Carlo Martello. Un giubileo che, per un giorno, si ripete ogni anno. Gli aquilani hanno sempre custodito gelosamente la Bolla della Perdonanza, oggi conservata nella cappella blindata della torre del Palazzo comunale. Gli antichi statuti civici vollero che, proprio perché erano stati i cittadini a proteggere il prezioso documento, fosse l’autorità civile a indire la festa del perdono, rispettando, comunque, il dettato di Papa Celestino. E ancora oggi è il sindaco del capoluogo abruzzese a leggere la Bolla del Pontefice, poco prima dell’apertura della porta santa della Basilica di Collemaggio da parte di un cardinale designato dalla Santa Sede.
L’apertura della porta santa, la sera del 28 agosto, è preceduta da un lungo corteo storico, circa mille figuranti in costume d’epoca, in rappresentanza del gruppo storico del comune dell’Aquila, di altri gruppi di città italiane, oltre che a esponenti di amministrazioni e al rappresentante del governo che, nel primo pomeriggio, parte dal Palazzo comunale verso Collemaggio. I personaggi più importanti del corteo sono la Dama della Bolla, che porta l’astuccio nel quale fino al 1997 era conservata la Bolla del Perdono – dopo il suo restauro a cura dell’Istituto centrale del libro di Roma, avvenuto proprio in quell’anno, il documento papale viene condotto separatamente alla Basilica di Collemaggio, come da indicazione dei restauratori – e il Giovin Signore, che porta il ramo d’ulivo con il quale il cardinale percuote per tre volte la porta santa, ordinando, in questo modo, la sua apertura. Anche il ramo, come la Bolla e le chiavi della porta santa della Basilica di Collemaggio – la chiesa è di proprietà del comune – è conservato nel forziere della Torre Civica.
La Bolla del Perdono rimane esposta per un giorno intero all’interno della Basilica di Collemaggio e viene riportata in Comune la sera del 29 agosto, dopo la chiusura della Porta Santa, operata dall’arcivescovo dell’Aquila. L’autenticità della Bolla della Perdonanza, la cui commemorazione è accompagnata, da circa vent’anni, da una settimana di feste, concerti, rassegne, convegni e mostre, è stata confermata dal Vaticano. Nel 1967, infatti, Papa Paolo vi, all’atto della revisione generale di tutte le indulgenze plenarie, ha confermato quella di Celestino v, annoverandola al primo posto dell’elencazione ufficiale. (paolo giovannelli)

(©L’Osservatore Romano – 4 luglio 2009)

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