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La Corea del Nord lancia altri tre missili

3 luglio 2009

Pyongyang, 2. La Corea del Nord ha testato tre missili che, in base alle prime risultanze, sembrano essere a corto raggio. Lo riferisce l’agenzia Yonhap, che cita il portavoce del ministero della Difesa sudcoreano, Won Tae-jae. Nonostante l’appello rivolto martedì da Tokyo alle autorità di Pyongyang dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon il regime comunista nordcoreano ha messo in pratica una nuova provocazione.
Nei giorni scorsi la Corea del Nord aveva lanciato un nuovo bando di navigazione in dieci siti al largo delle coste del Mar del Giappone e del Mar Giallo, citando la possibilità di esercitazioni militari nell’area. Lo aveva riferito la guardia costiera nipponica, che aveva detto di essere stata informata del divieto di navigazione direttamente dal Governo nordcoreano. La mossa del regime stalinista nordcoreano, secondo gli esperti, era da mettere in relazione ai preparativi di un possibile test di missili, dopo il lancio di un vettore a lunga gittata in aprile e una raffica di missili a medio raggio nel mese successivo.
Intanto, il flusso di aiuti alimentari alla Corea del Nord si sta esaurendo dopo il secondo test nucleare effettuato dal regime comunista di Pyongyang il 25 maggio. Lo ha affermato ieri in una conferenza stampa a Pechino Torben Due, il responsabile per la Corea del Nord del Programma alimentare mondiale (Pam) dell’Onu. Questo avviene, ha aggiunto Due, in un momento nel quale gli aiuti sarebbero fortemente necessari.
“È una questione molto delicata – ha detto il responsabile del Pam -, fino a un certo punto capisco che i Paesi donatori si pongano delle domande. Ma il mio punto di vista è puramente umanitario, noi dobbiamo guardare alle necessità della popolazione. Il Pam non si occupa dell’aspetto politico del problema”. Due, che vive a Pyongyang, ha precisato che una richiesta di aiuti per cinquecento milioni di dollari è stata soddisfatta solo al 15 per cento, costringendo il Pam a ridurre a due milioni le persone assistite, dai 6,2 milioni previsti in un primo momento. Il rappresentante del Pam ha ricordato che la Corea del Sud ha ridotto drasticamente gli aiuti che forniva al vicino Paese dopo la carestia degli anni Novanta, che ha causato la morte per denutrizione di almeno un milione di persone. “È importante – ha proseguito Due – ricordare che abbiamo una situazione nella quale una vasta parte della popolazione è stata denutrita per 15 o 20 anni”. Ma, nonostante questa grave situazione alimentare dovuta alla fallimentare politica economica, Pyongyang continua ad aumentare le spese per portare avanti il suo programma nucleare e le minacce alla comunità internazionale.

(©L’Osservatore Romano – 3 luglio 2009)

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