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In Libano Hariri accelera i tempi per il Governo

3 luglio 2009

Beirut, 2. Il premier incaricato del Libano, Saad Hariri, accelera i tempi per la formazione del nuovo Governo d’unità nazionale. Il processo – come riferiscono fonti della stampa libanese – potrebbe concludersi entro il 16 luglio, giorno in cui si terrà a Damasco un vertice tra il re saudita, Abdullah Ibn Abd El Aziz, il presidente siriano Bashir Al Assad e il presidente del Libano Michel Sleiman. All’incontro dovrebbe – ma non c’è ancora nessuna conferma ufficiale – prendere parte anche Hariri, da sempre molto vicino alla monarchia saudita:  è infatti cittadino saudita, come il padre Rafiq, ha sposato una saudita e ha vissuto a lungo a Riad.
Fonti citate dal quotidiano “L’Orient Le Jour” riferiscono che per preparare il vertice di Damasco è giunto a Beirut nei giorni scorsi l’ex ambasciatore dell’Arabia Saudita in Libano, Andel Aziz Khoja, oggi ministro dell’Informazione, per illustrare a Hariri i risultati delle discussioni da poco svoltesi nella capitale siriana tra Assad e l’emissario saudita Abdel Aziz ben Abdallah. Molti analisti sono propensi a ritenere che proprio nel vertice di metà luglio potrebbe avvenire una storica riconciliazione tra Hariri e la Siria, confermando così l’apertura di una nuova pagina politica per il  Libano  e  per  le  relazioni  sirolibanesi.
Sul piano politico interno, Hariri ha proposto a Hezbollah, principale forza dell’opposizione, una nuova formula per l’Esecutivo:  quattro ministri scelti dal presidente Sleiman, dieci all’opposizione e sedici alla maggioranza. Tuttavia, la proposta è stata scartata sia da Hezbollah che da Sleiman. Anche sui nomi ancora non vi sono certezze. La cosa più probabile – dicono fonti della stampa locale – è che l’attuale ministro della Difesa, Élias Murr, venga riconfermato nell’incarico godendo del sostegno di Washington. Questa sarebbe anche una delle ragioni della recente visita del generale statunitense David Petraeus in Libano. Nel frattempo, il leader druso Walid Jumblatt, capo del Partito Sociale Progressista, ha già dichiarato che non si allineerà su tutte le posizioni di Hariri, suo alleato nella coalizione del Fronte del 14 Marzo, vincitrice delle elezioni del 7 giugno.

(©L’Osservatore Romano – 3 luglio 2009)

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