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Il Governo tanzaniano rinuncia a tassare le organizzazioni religiose

3 luglio 2009

Dodoma, 3. Il Governo della Tanzania ha deciso di non abolire il regime di esenzione fiscale di cui hanno sinora beneficiato le organizzazioni religiose del Paese. Lo ha annunciato giovedì il premier, Mizengo Pinda, che ha così rassicurato le comunità religiose. Alcuni politici del Paese africano, infatti, in previsione della prossima legge finanziaria 2009-2010 avevano preparato un progetto che aveva come obiettivo quello di abolire il regime di esenzione fiscale.
La proposta dell’esecutivo tanzaniano aveva suscitato le vibrate proteste delle Chiese cristiane del Paese, tra cui anche quella cattolica, e della comunità musulmana, secondo le quali tassare le organizzazioni religiose andrebbe a danneggiare gli ospedali, le scuole e gli altri importanti servizi socio-caritativi da esse offerti.
“Gli incentivi fiscali – ha spiegato in un’intervista all’agenzia ecumenica “Eni”, il vescovo ausiliare di Dar-es-Salaam, monsignor Method Kilaini – permettono, senza alcun dubbio, di offrire una serie di servizi sanitari soprattutto nelle aree rurali della Tanzania, dove migliaia di persone, tra cui molti bambini e anziani, sono costrette a vivere in condizioni  economiche  davvero  precarie e non possono certamente permettersi di usufruire di servizi a pagamento”.

(©L’Osservatore Romano – 4 luglio 2009)

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