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Divieto di fumo in Turchia Bando anche al narghilè

1 luglio 2009

Ankara, 1. Bando anche al narghilè in Turchia, dove dal 19 luglio entrerà definitivamente in vigore il divieto di fumo. Intanto la presidente della commissione nazionale per le sigarette e la salute, Elif Dagli, ha detto che alcuni locali in cui si usa il narghilè, la pipa ad acqua originaria dei Paesi arabi, stanno cercando di sostenere la tesi che non si tratterebbe di fumo. “Il divieto di fumo riguarda tutte le sostanze fatte di tabacco, perciò comprenderà anche i locali chiusi dove si fuma il narghilè” ha precisato Elif Dagli. Il divieto di fumo, all’interno dei locali, era stato introdotto in Turchia il 19 maggio 2008, ma la sua entrata in vigore per ristoranti, bar e caffetterie era stata prorogata al 19 luglio di quest’anno per permettere l’adeguamento delle strutture. E da oggi, in Grecia, è vietato fumare nei luoghi pubblici, dagli ospedali alle scuole, dagli uffici ai ristoranti, dai bar agli autobus. Si tratta del terzo tentativo legislativo in dieci anni. Nel Paese si stima che ogni anno le vittime del fumo siano più di ventimila. La nuova legge prevede che tutti i ristoranti e bar di più di settanta metri quadrati isolino i fumatori in un’area chiusa, mentre quelli più piccoli saranno costretti a scegliere se diventare locali per fumatori o non.
Intanto Bruxelles punta a un’Europa senza tabacco entro il 2012. Dopo i moniti antitabacco, l’Ue raccomanda di agire su tre fronti per raggiungere l’obiettivo che si è prefissa. In primo luogo, afferma la commissaria europea alla sanità, Androulla Vassiliou, si tratta di intervenire sul fronte legislativo. In concreto, adottare e applicare delle leggi che proteggano i cittadini contro l’esposizione al fumo del tabacco in luoghi pubblici chiusi, nei luoghi di lavoro, nei trasporti in comune: tutto ciò entro tre anni dall’adozione delle raccomandazioni presentate ieri. Poi si vuole ampliare la legge antitabacco introducendo misure mirate a tutelare, per esempio, i bambini. Infine si punta a creare una rete di centri nazionali di lotta al tabacco rafforzando così la cooperazione a livello comunitario.

(©L’Osservatore Romano – 2 luglio 2009)

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