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La Cina chiede la supermoneta mondiale

27 giugno 2009

Pechino, 27. Aumenta la pressione della Cina per scardinare il predominio del dollaro. La Banca centrale cinese ha rilanciato ieri la proposta di creare una “super moneta di riserva sovranazionale” sotto la supervisione del Fondo Monetario Internazionale che ridimensioni il ruolo predominante della divisa statunitense. “Per evitare tutti quei problemi che derivano dall’usare valute nazionali come moneta di riserva – spiega l’istituto centrale di Pechino nel suo bollettino per il 2008 – è necessario creare una valuta di riserva sovranazionale”.
Anche per questo la moneta americana è scesa ieri fino a un minimo di 1,4110 da 1,3988 degli ultimi scambi a New York. Rispetto allo yen il dollaro è scivolato a 95,3 dal precedente 95,9. Negli ultimi mesi, è stato più volte messo in discussione lo status del dollaro come valuta di riserva e anche la Russia si era schierata a favore di una tale ipotesi. Sullo sfondo del g20 di Londra lo scorso aprile, il leader del Cremlino, Dmitri Medvedev, aveva sostenuto l’idea di una moneta di riserva sovranazionale emessa da istituzioni finanziarie internazionali. Tuttavia, al g8 di giugno il ministro delle Finanze, Alexey Kudrin, aveva diplomaticamente assicurato che la Russia ha piena fiducia nel dollaro e che è “ancora troppo presto” per parlare di una valuta di riserva alternativa al dollaro.
Nel frattempo, i nuovi dati sull’economia statunitense evidenziano che il reddito personale è aumentato dell’1,4 per cento nel mese di maggio. Aumenta anche la spesa personale, indicatore dei consumi privati, che a maggio ha fatto segnare un incremento dello 0,3, in linea con le attese. Ma gli analisti restano scettici: nel bel mezzo della peggiore crisi degli ultimi sessant’anni più che risparmiare si dovrebbe spendere. Solo così i consumi possono riprendere vigore e l’economia riattivarsi.
Il rialzo della spesa personale a maggio è il primo da febbraio scorso, mentre l’aumento dei redditi dell’1,4 per cento è il più forte mai registrato nell’ultimo anno e porta il tasso di risparmio degli americani ai massimi da quindici anni. Sono stati inoltre rivisti i dati di aprile, con la spesa personale invariata contro il meno 0,1 per cento della prima rilevazione e i redditi in crescita dello 0,7 (più 0,5 per cento nella precedente comunicazione).
La statistica evidenzia che gli sforzi dell’Amministrazione Obama per ripristinare i flussi di credito e per aiutare l’economia in una fase di forte crisi dell’occupazione, iniziano a dare i primi frutti. E anche se la recessione si sta attenuando, la dinamica degli acquisti resterà debole – spiegano alcuni economisti all’agenzia Bloomberg – almeno finché non inizierà a calare la disoccupazione e le aziende non ricominceranno ad assumere. Resta ancora sotto controllo l’inflazione: l’indice dei prezzi dei beni e dei servizi acquistati è salito dello 0,1 per cento rispetto a maggio 2008, dato che rappresenta l’aumento più debole dalla data di inizio serie nel 1959. Al netto delle componenti alimentare ed energia, l’indice dei prezzi ha registrato una crescita mensile dello 0,1 per cento e dell’1,8 su base annua.

(©L’Osservatore Romano – 28 giugno 2009)

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