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Il bilancio della visita di una delegazione del Consiglio ecumenico delle Chiese – Gaza ha bisogno dell’Europa

27 giugno 2009

Gerusalemme, 26. Una delegazione di direttori e amministratori di Aprodev (l’associazione che riunisce diciassette organizzazioni europee di sviluppo e di aiuto umanitario collegate al Consiglio ecumenico delle Chiese, Wcc) ha invitato i ministri degli Affari esteri dell’Unione europea a recarsi in Israele e nei Territori palestinesi per verificare e “toccare con mano” la situazione di degrado in cui è costretta a vivere la popolazione, a seguito degli ultimi conflitti armati.
La delegazione di Aprodev ha visitato Gaza nella prima decade di giugno, in occasione della “Settimana mondiale per la pace in Israele e nei Territori palestinesi.
“Pregare, informare, chiedere”, sono stati questi i tre punti chiave attorno ai quali è ruotata l’iniziativa che ormai ha assunto caratteristiche di appuntamento mondiale. La “World week for peace in Palestine Israel”, su iniziativa del Consiglio ecumenico delle Chiese, infatti, è giunta quest’anno alla quarta edizione.
Tra gli effetti dell’ultima guerra c’è da registrare il totale isolamento degli abitanti i quali non ricevono gli aiuti umanitari adeguati e il materiale per la ricostruzione delle abitazioni distrutte dai bombardamenti.
Secondo Aprodev, quello che sta avvenendo a Gaza ha dell’incredibile in quanto il processo di pace è fermo e la comunità internazionale non è in grado al momento di compiere passi in avanti. I giovani israeliani e palestinesi non conoscono nient’altro che guerra e tensione, sono all’oscuro di ciò che avviene nei territori. Non c’è alcun contatto umano tra i due popoli, questo – secondo Aprodev – fa venir meno l’idea che una vita in pace, di comprensione reciproca e di cooperazione siano ancora possibili.
Tutti i membri della delegazione di Aprodev sono europei e sono rimasti particolarmente delusi dall’inadeguatezza e dall’inefficacia delle politiche dell’Unione europea per il raggiungimento della pace. Circa un miliardo di euro sono stati spesi dall’Ue nei territori palestinesi in aiuti umanitari e sviluppo delle infrastrutture, mentre la sua politica estera, in sostanza, permette a Israele di adottare misure che rendono impossibili lo sviluppo della società palestinese. Questa emergenza deve essere affrontata dall’Unione europea.
Durante la visita, la delegazione, che ha incontrato diversi esponenti politici, rappresentanti delle Nazioni Unite, membri del Governo israeliano e capi religiosi a Gerusalemme, ha ribadito la posizione precaria dei cristiani palestinesi che non solo soffrono come i musulmani, ma essendo una minoranza sono particolarmente vulnerabili a causa dell’assenza dello stato di diritto dei territori occupati.
Le agenzie di Aprodev, che sostengono le organizzazioni locali nel supporto logistico e negli aiuti umanitari da destinare alla popolazione, ribadiscono ancora una volta che “senza uno stato di diritto una pace duratura non sarà possibile”.
Nei Territori palestinesi, in occasione della Settimana mondiale per la pace, si è recato anche l’arcivescovo metodista di Armagh e primate di tutta l’Irlanda, Alan E. T. Harper, il quale, dopo la visita, ha pubblicato un programma ecumenico di accompagnamento in Israele e Palestina del Consiglio ecumenico delle Chiese. Questa visita nei Territori Palestinesi dei responsabili ecclesiali irlandesi ha anche ispirato una liturgia che è stata successivamente utilizzata in Irlanda e altrove in occasione della Settimana mondiale per la pace.

(©L’Osservatore Romano – 27 giugno 2009)

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