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Avviate le consultazioni dal presidente della Repubblica Sleiman – Verso un nuovo Governo in Libano con Hariri primo ministro

27 giugno 2009

Beirut, 27. Il presidente della Repubblica del Libano, Michel Sleiman, ha conferito oggi al sunnita Saad Hariri, leader della coalizione del Fronte del 14 Marzo, l’incarico di formare il nuovo Governo libanese.
Le consultazioni sono iniziate ieri pomeriggio. Il capo dello Stato ha accolto nel palazzo di Baabda, su una collina alle porte della capitale, i primi gruppi del Parlamento formatosi in seguito alle elezioni dello scorso 7 giugno. In queste consultazioni la coalizione filoccidentale guidata da Hariri si è imposta per 71 seggi a 57 rispetto all’opposizione del Fronte dell’8 Marzo capeggiata dal movimento sciita Hezbollah. A poche ore dall’avvio degli incontri a Baadba c’è stato un colloquio tra Hariri e il leader di Hezbollah, Hasan Nasrallah, durante il quale i due hanno discusso del delicato tema della formazione del prossimo Esecutivo “di unità nazionale”.
Il trentanovenne Hariri, figlio ed erede politico dell’ex premier Rafik Hariri ucciso a Beirut nel febbraio del 2005, ha finora contato sulle dichiarazioni di gradimento del suo blocco (41 deputati su 128 totali) e dei suoi alleati. L’opposizione si è invece rifiutata di sostenere la nomina di Hariri, a eccezione dei rappresentanti del partito sciita Amal di Nabih Berri, alleato di Hezbollah e nominato per la quinta volta consecutiva presidente del Parlamento. “Ma anche per il presidente dell’Assemblea – scrive il quotidiano “L’Orient Le Jour” – il sostegno al futuro primo ministro resta condizionato dalla formazione di un Governo di unità nazionale; un punto ripreso ugualmente da Hezbollah”. E in effetti il quotidiano libanese in lingua francese parla di “microconvergenze” tra Berri e Hariri.
Il neoeletto presidente dell’Assemblea Nazionale ha dichiarato che il suo gruppo “non prenderebbe parte al Governo se questo non è fondato sull’intesa, e se non c’è una vera partecipazione”. Numerosi osservatori citati da “L’Orient Le Jour”, tra cui fonti vicine a Baadba, hanno visto in questa dichiarazione “una sorta di risposta indiretta e implicita al numero di voti assai basso ottenuto il giorno della sua elezione; risultato di cui (Berri) imputa la responsabilità al blocco parlamentare di Hariri, i cui membri non si sono apparentemente conformati alle dichiarazioni di voto”.
Lo stesso quotidiano, poi, riferisce che, secondo una fonte informata, una delle possibilità sulla composizione del prossimo Governo potrebbe essere quella di un gruppo formato da politici e tecnici, “il che permetterebbe – scrive ancora “L’Orient Le Jour” – di continuare il dialogo nazionale nel quadro del Consiglio dei ministri”. La nomina del primo ministro è solo la prima pietra nella costruzione dell’edificio governativo in Libano. La formazione dell’Esecutivo potrebbe richiedere ancora tempo e la Costituzione non fissa termini precisi.

(©L’Osservatore Romano – 28 giugno 2009)

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