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Auspicata una soluzione politica per l’Afghanistan

27 giugno 2009

Trieste, 27. Soluzione politica per la crisi afghana. A ribadire la necessità di tale strategia è stato il g8 dei ministri degli Esteri conclusosi ieri a Trieste. Nel Paese la situazione è sempre complessa. La guerriglia non dà tregua, e proprio negli ultimi tempi si sono moltiplicati attacchi e agguati. Pesante, di conseguenza, il bilancio delle vittime. I ministri degli Esteri del g8 hanno concordato sul fatto che l’opzione militare non è sufficiente a far uscire l’Afghanistan dalla crisi. Serve, dunque, una soluzione politica globale, che parte dal sostegno al processo elettorale (le elezioni presidenziali sono fissate per il prossimo 20 agosto) per arrivare all’assistenza allo sviluppo economico, sociale e culturale.
Intanto, alla riunione del Consiglio della partnership euro-atlantica, conclusasi ieri ad Astana, capitale del Kazakhstan, il rappresentante russo presso la Nato, Dmitry Rogozin, ha messo in guardia l’Alleanza atlantica dal rischio di “impantanarsi” in Afghanistan. Ha poi chiesto un riconoscimento del peso che potrebbero avere per la stabilizzazione del Paese le organizzazioni in cui la Russia ha un ruolo chiave, come il Gruppo di Shanghai e l’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva.
Rogozin, durante una conferenza stampa, ha espresso alcune riserve sulla missione della Nato in Afghanistan, mettendola in guardia dal pensare di poter tenere ai margini la Russia in Asia centrale. Al riguardo, citato dall’agenzia Ansa, Rogozin ha dichiarato: “La Nato è troppo lontana da questa regione e dall’Afghanistan in particolare; non comprende che cosa vi stia avvenendo e immagina che vi stia riportando qualche successo. In realtà vi si sta impantanando sempre di più”.
Dal canto suo, il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jaap de Hoop Scheffer, ha invece messo la sordina alle rivalità con la Russia e ha definito una “strada a doppio senso” la partnership tra la Nato e i Paesi dell’Asia centrale, sottolineando che l’Alleanza atlantica intende abbandonare i “superati” schemi di sicurezza. “La partnership non riguarda più la difesa territoriale e nemmeno l’eliminazione delle residue sfiducie della guerra fredda, ma è diventata uno strumento unico per affrontare le sfide comuni” ha dichiarato de Hoop Scheffer.

(©L’Osservatore Romano – 28 giugno 2009)

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