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La morte del Cardinal Betti

2 aprile 2009

Il cardinale Umberto Betti, dell’ordine francescano dei frati minori, già rettore della Pontificia Università Lateranense tra il 1991 e il  1995,  è  morto  mercoledì 1 ° aprile alle 20.40, nel convento di San Francesco a Fiesole, dove viveva dal 2000. Il 7 marzo aveva compiuto 87 anni. Era infatti nato nel 1922 a Pieve di Santo Stefano (Arezzo). Emessa la professione perpetua nell’ordine il 31 dicembre 1943, era stato ordinato sacerdote il 6 aprile 1946. Benedetto XVI lo aveva creato e pubblicato cardinale nel concistoro del 24 novembre 2007, assegnandoli la diaconia dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia.
Le esequie saranno celebrate venerdì 3 aprile nella cattedrale di Fiesole alle ore 16. Il rito sarà presieduto dal cardinale Giovanni Battista Re, prefetto della Congregazione per i Vescovi. Il giorno successivo, sabato 4, il cardinale Betti sarà sepolto nel cimitero della fraternità del santuario della Verna, dopo la messa che si celebrerà alle ore 11.

L’attività di ricerca e di studio, la profondità di pensiero, la dedizione alla Chiesa, in particolare attraverso il contributo offerto alla riflessione conciliare, hanno valso al cardinale Betti la stima e il riconoscimento del mondo ecclesiale, accademico e culturale. Da ricordare, più di recente, il suo toccante incontro con Benedetto XVI durante la visita alla Pontificia Università Lateranense, il 21 ottobre 2006.
Dopo l’ordinazione sacerdotale nel 1946, Umberto Betti aveva conseguito nel marzo 1950 il dottorato in teologia presso il Pontificio Ateneo Antoniano. Quindi aveva frequentato un corso di specializzazione all’Università di Lovanio tra il 1951 e il 1952. Era quindi stato professore di teologia dommatica ed educatore negli Studi teologici di Siena e Fiesole. Compiuto un anno di specializzazione nell’Università cattolica di Lovanio, nel luglio del 1964 era stato nominato dal ministro generale del suo ordine professore del Pontificio Ateneo Antoniano. Da quella data aveva fatto parte della fraternità del Collegio internazionale Sant’Antonio, fino al 27 settembre 1995, quando era entrato nella fraternità del santuario della Verna.
Figura di spicco all’interno del proprio ordine, al Pontificio Ateneo Antoniano Betti aveva avuto un ruolo di primo piano:  professore di teologia (1954-1991), decano della facoltà di teologia (1966-1969) e rettore (1975-1978). Dal 1991 era professore emerito.
Nel 1961 era stato nominato consultore della Commissione teologica preparatoria del concilio Vaticano ii. E nel 1963 era divenuto perito conciliare. In particolare, aveva collaborato attivamente alla elaborazione delle costituzioni dogmatiche Lumen gentium e Dei verbum.
Nel 1964 era stato nominato qualificatore dell’allora Suprema Sacra Congregazione del Sant’Offizio; nel 1968 consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede; nel 1984 consultore della segreteria di Stato; nel 1988 consultore della Congregazione per i Vescovi.
Dal 1991 al 1995 aveva ricoperto l’incarico di rettore della Pontificia Università Lateranense. Al termine di questo suo servizio, Giovanni Paolo II gli aveva conferito la Croce pro Ecclesia et Pontifice.
Accademico ordinario della Pontificia Accademia Teologica, era stato membro della commissione “Fede e costituzione” del Consiglio mondiale delle Chiese.
Numerosissimi i suoi articoli e le sue pubblicazioni. Tra queste:  Summa de sacramentis Totus homo (1955), La costituzione dommatica Pastor aeternus del concilio Vaticano ii (1961), La dottrina sull’episcopato del concilio Vaticano ii (1984), La dottrina del concilio Vaticano ii sulla trasmissione della rivelazione (1985).
Di se stesso il cardinale diceva di aver lavorato per il regno di Dio “sempre mosso dal desiderio di preparare una strada al Signore, come Giovanni Battista”. Il suo essere frate francescano lo aveva reso un umile strumento nelle mani di Dio e, secondo l’insegnamento di san Francesco, “sempre suddito e soggetto al Romano Pontefice”. Tanto che come motto cardinalizio aveva scelto Dilexi Ecclesiam (Ho amato la Chiesa).

(©L’Osservatore Romano – 3 aprile 2009)

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