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La donna sempre più protagonista nella Chiesa e nella società

8 marzo 2009

Roma, 7. Mentre si celebra la Giornata della donna a partire da diverse, spesso contrastanti, se non addirittura opposte visioni di mondo, dall’America, dall’India, dall’Europa giungono alcuni dati che mostrano un rinnovato protagonismo femminile nella comunità ecclesiale e civile. Si tratta, per riprendere le parole di Giovanni Paolo II, delle “manifestazioni del “genio” femminile apparse nel corso della storia in mezzo a tutti i popoli e nazioni”
Da uno studio del Pew Research Center’s Forum on Religion & Public Life, per esempio un centro che negli Stati Uniti si occupa di elaborazioni statistiche sul fenomeno religioso, si evince che la donna è più incline a professare una fede in Dio, a pregare, a partecipare ai servizi religiosi rispetto all’uomo.
Secondo l’indagine statistica l’86 per cento delle donne intervistate dichiara di appartenere a una confessione religiosa, il 77 per cento afferma di credere in “maniera convinta” in un Dio o in una entità universale; il 63 per cento afferma che la religione è molto rilevante nella vita e il 44 per cento dice di partecipare ai servizi liturgici almeno una volta alla settimana.
Sempre secondo l’indagine, le donne sono più inclini a credere in un Dio come entità non astratta (il 58 per cento) rispetto all’uomo(45 per cento). La differenza marcata nella pratica religiosa riguarda la frequenza della preghiera. Il sessanta per cento delle intervistate dichiara di raccogliersi in preghiera almeno una volta al giorno. Rispetto all’uomo tale dato è maggiore di diciassette punti percentuale.
Più in generale nella ricerca si sottolinea che gli uomini sono sempre più propensi a dirsi atei o agnostici, mentre le donne sono più inclini a porsi domande sul mistero della vita e più propense alla ricerca della trascendenza. In particolare, per quanto riguarda le opzioni alle fedi religiose, le donne sono più inclini ad aderire ai gruppi e alle comunità cristiane più diffuse. La situazione cambia riguardo alle religioni non cristiane:  il numero degli uomini, in India, che abbracciano l’ebraismo, l’islam e il buddismo è maggiore rispetto a quello delle donne.
In Asia, in India la partecipazione e il coinvolgimento delle donne nelle attività della Chiesa è “in costante e fruttuoso” aumento. Lo sottolinea l’assemblea plenaria della Conferenza episcopale dei vescovi del Paese.
Da un’esclusione delle donne cattoliche nel processo decisionale degli organismi della Chiesa si sta, poco a poco, passando a una maggiore integrazione all”interno della comunità ecclesiale. Ad alcune donne infatti sono state affidate mansioni di rilievo. Ad esempio nella diocesi di Nagpur una suora è stata nominata vicedirettrice di un centro sociale.
La Chiesa in India, attraverso una serie di progetti pastorali, tende a migliorare – sottolineano i vescovi – il ruolo delle donne nella vita sociale, politica, economica e spirituale”.
Dall’Asia all’Europa:  in Italia le donne delle Acli intendono “riaffermare il ruolo positivo e propositivo che un rinnovato protagonismo femminile può giocare nell’attuale fase, per ribadire la centralità e il primato della persona in ogni ambito della vita”.

(©L’Osservatore Romano – 8 marzo 2009)

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