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CONCLUSIONE DEGLI ESERCIZI SPIRITUALI DELLA CURIA ROMANA

7 marzo 2009

Alle ore 9 di questa mattina, nella Cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico Vaticano, con il canto delle Lodi e la Meditazione finale, si sono conclusi gli Esercizi Spirituali alla presenza del Santo Padre Benedetto XVI.

Quest’anno le Meditazioni sono state proposte dall’Em.mo Card. Francis Arinze, Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, sul tema: “Il sacerdote incontra Gesù e lo segue”.

Pubblichiamo di seguito le parole che il Santo Padre ha rivolto ai presenti a conclusione degli Esercizi Spirituali:

PAROLE DEL SANTO PADRE

Eminenza, cari venerati Confratelli,

è una delle belle funzioni del Papa dire «grazie». In questo momento vorrei, a nome di tutti noi e di tutti voi, di cuore dire grazie a Lei, Eminenza, per queste meditazioni che ci ha donato. Ci ha guidato, illuminato, aiutato a rinnovare il nostro sacerdozio. La Sua non è stata un’acrobazia teologica. Non ci ha offerto acrobazie teologiche, ma ci ha dato una sana dottrina, il pane buono della nostra fede.

Ascoltando le Sue parole mi è venuta in mente una profezia del profeta Ezechiele interpretata da sant’Agostino. Nel libro di Ezechiele il Signore, il Dio pastore, dice al popolo: io guiderò le mie pecore sui monti di Israele, su pascoli erbosi. E sant’Agostino si chiede dove sono questi monti di Israele, che cosa sono questi pascoli erbosi. E dice: i monti di Israele, i pascoli erbosi sono la Sacra Scrittura, la Parola di Dio che ci dà il vero nutrimento.

La sua predicazione è stata permeata dalla Sacra Scrittura, con una grande familiarità con la Parola di Dio letta nel contesto della Chiesa viva, dai Padri fino al catechismo della Chiesa cattolica, sempre contestualizzata nella lettura, nella liturgia. E proprio così la Scrittura è stata presente nella sua piena attualità. La sua teologia, come ci ha detto, non è stata una teologia astratta, ma marcata da un sano realismo. Ho ammirato e mi è piaciuta questa esperienza concreta dei suoi cinquant’anni di sacerdozio, dei quali Lei ha parlato e alla luce dei quali ci ha aiutati a concretizzare la nostra fede. Ci ha detto parole giuste, concrete per la nostra vita, per il nostro comportamento da sacerdoti. E spero che molti leggeranno anche queste parole e le prenderanno a cuore.

All’inizio Lei ha cominciato con questo sempre affascinante e bel racconto dei primi discepoli che seguono Gesù. Ancora un po’ incerti e timidi chiedono: Maestro, dove abiti? E la risposta, che Lei ci ha interpretato, è: “venite e vedrete”. Per vedere dobbiamo venire, dobbiamo camminare e seguire Gesù, che ci precede sempre. Solo camminando e seguendo Gesù possiamo anche vedere. Lei ci ha mostrato dove abita Gesù, dov’è la sua dimora: nella sua Chiesa, nella sua Parola, nella santissima Eucaristia.

Grazie, Eminenza, per questa Sua guida. Con nuovo slancio e con nuova gioia intraprendiamo il cammino verso la Pasqua. Auguro a tutti voi buona Quaresima e buona Pasqua.

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