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Benedetto XVI al termine del concerto per gli 80 anni dei Patti lateranensi

14 febbraio 2009

Signori Cardinali,

venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,

gentili Signori e Signore!

Al termine di questa bella serata, sono lieto di rivolgere un cordiale saluto a tutti voi, che avete preso parte al concerto promosso in occasione dell’80° anniversario di fondazione dello Stato della Città del Vaticano. Saluto le Autorità religiose, civili e militari, le illustri Personalità, con un pensiero speciale per i Prelati della Curia Romana e i collaboratori dei vari uffici del Governatorato del Vaticano qui convenuti per ricordare, anche con questa iniziativa, una così significativa ricorrenza. Desidero soprattutto manifestare la mia viva gratitudine al Signor Cardinale Giovanni Lajolo, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, al quale sono grato pure per le espressioni di affetto e devozione, che mi ha rivolto all’inizio del concerto. Estendo il mio saluto al Segretario Generale, Mons. Renato Boccardo, e agli altri responsabili del Governatorato, ed esprimo la mia riconoscenza naturalmente a tutti coloro che hanno cooperato in vario modo all’organizzazione e alla realizzazione di questo evento musicale.

Certo di interpretare i sentimenti di tutti i presenti, desidero indirizzare una speciale parola di ringraziamento e di apprezzamento ai componenti della RTE Concert Orchestra (Orchestra della Radio Televisione Irlandese), ai coristi del Our Lady’s Choral Society, di Dublino, al Direttore Proinnsias O Duinn, al Maestro del Coro Paul Ward, ed ai solisti. Un particolare cenno di saluto desidero riservare alla numerosa rappresentanza di fedeli di Dublino, venuti ad accompagnare la Corale della loro Città.

Ci è stata offerta l’esecuzione di brani del ben noto oratorio Messiah di Georg Friedrich Händel, capace di creare un’avvincente atmosfera spirituale grazie a una ricca antologia di testi sacri dell’Antico e del Nuovo Testamento, che costituiscono come la tessitura dell’intera partitura musicale. L’Orchestra e il Coro sono riusciti ugualmente ad evocare mirabilmente la figura del Messia, di Cristo, alla luce delle profezie messianiche anticotestamentarie. La ricchezza del contrappunto musicale e l’armonia del canto ci hanno aiutato così a contemplare l’intenso ed arcano mistero della fede cristiana. Ancora una volta appare evidente come la musica ed il canto, grazie al loro abile intreccio con la fede, possano rivestire un alto valore pedagogico in ambito religioso. La musica come arte può essere un modo particolarmente grande di annunciare Cristo, perché riesce a renderne percepibile il mistero con un’eloquenza tutta sua.

Questo concerto, con cui si è inteso far memoria di un anniversario significativo per lo Stato della Città del Vaticano, si inserisce nel programma del Convegno organizzato per la circostanza sul tema: “Un piccolo territorio per una grande missione“. Non è certo ora il momento per un discorso su tale evento storico, al quale vari esperti stanno offrendo nel Congresso il contributo della loro competenza sotto molteplici aspetti. Del resto avrò modo di incontrare i partecipanti a queste giornate di studio sabato prossimo e di rivolgere loro la mia parola. Mi preme, anche in questa circostanza, ringraziare quanti hanno contribuito a solennizzare una ricorrenza tanto significativa per la Chiesa cattolica.

Commemorando gli 80 anni della Civitas Vaticana, si avverte il bisogno di rendere merito a quanti sono stati e sono i protagonisti di questi otto decenni di storia di un piccolo lembo di terra. In primo luogo vorrei ricordare il principale protagonista, il venerato mio Predecessore Pio XI. Egli, nell’annunciare la firma dei Patti Lateranensi e soprattutto la costituzione dello Stato della Città del Vaticano, volle ricorrere a un’espressione di san Francesco d’Assisi. Disse che la nuova realtà sovrana era per la Chiesa, come per il Poverello, “quel tanto di corpo che bastava per tenersi unita l’anima” (cfr Discorso dell’11 febbraio 1929). Domandiamo al Signore, che guida saldamente le sorti della “Barca di Pietro” tra le vicende non sempre tranquille della storia, di continuare a vegliare su questo piccolo Stato. Chiediamogli soprattutto di assistere con la potenza del suo Spirito Colui che sta al timone della Barca, il Successore di Pietro, perché possa svolgere con fedeltà ed efficacemente il suo ministero a fondamento dell’unità della Chiesa Cattolica, che ha in Vaticano il suo centro visibile e si espande sino ai confini del mondo. Affido questa preghiera all’intercessione di Maria, Vergine Immacolata e Madre della Chiesa, e, mentre rinnovo a nome dei presenti, un cordiale ringraziamento agli ideatori della serata, ai valenti orchestrali, ai cantori, particolarmente ai solisti, assicuro per ciascuno un ricordo nella preghiera e su tutti imploro la benedizione di Dio. Grazie.

da zenit.org

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