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Il messaggio di Bartolomeo I per l’intronizzazione di Cirillo

6 febbraio 2009

Istanbul, 6. “Le aspettative della Chiesa di Costantinopoli sono molte e focalizzate soprattutto sull’unità e sulla concordia, così come sul comune cammino verso l’organizzazione e la convocazione del Grande Sinodo, da molto tempo annunciato e la cui preparazione deve essere accelerata per preservare la credibilità della Chiesa ortodossa e la cooperazione nel condurre dialoghi teologici con le altre Chiese cristiane”: è uno dei passaggi più significativi del messaggio inviato dal Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, al nuovo Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Cirillo, per la sua intronizzazione avvenuta il 1° febbraio. Nel messaggio – letto dall’arcivescovo Ireneo di Creta, capo della delegazione del Patriarcato ecumenico a Mosca – si sottolinea come questa collaborazione fra gli ortodossi debba essere salvaguardata per consentire “la condivisa e pacifica soluzione di occasionali divergenze bilaterali che possono sorgere nel tempo”, sia fra le Chiese sia fra gli stessi ortodossi, “come nel caso della bioetica e della necessità di un ordine liturgico unificato” ma anche riguardo questioni sociali come “il gravissimo problema della crisi economica e morale globale nel mondo contemporaneo”. È dunque “giusto”, secondo il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, “conoscere e ricordare gli insegnamenti della storia e difendere le sue verità”, in particolar modo oggi, “in quanto stiamo attraversando un periodo assai difficile”. In un tempo nel quale – si legge nel messaggio – “si sta cercando di falsare la storia e di annientare i valori”, nel quale “si osserva una corsa futile per la conquista del potere mondano”, è “giusto ricordare i grandi doni della Chiesa alla società, il suo contributo allo sviluppo religioso della popolazione, all’indivisibile e fraterno legame fra le Chiese, così come ai buoni servizi fra una Chiesa e l’altra”. Bartolomeo si rallegra per l’elezione di Cirillo: “La visione della Chiesa madre di Costantinopoli per questo cammino comune” fra gli ortodossi – afferma – “è accompagnata da favorevoli speranze poiché, a questo storico seggio, è stato eletto un uomo religioso, creativo e attivo, di provato valore ecclesiale, conosciuto per il suo pensiero canonico e teologico, così come per le sue parole equilibrate, i sentimenti di amore per Cristo, il suo contributo alla questione dell’unità dei cristiani e, in primo luogo, per la sua integrità spirituale come uomo e di conseguenza come vescovo della Chiesa ortodossa di Cristo”. (©L’Osservatore Romano – 7 febbraio 209)

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