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Il modello di don Bosco per rispondere all’emergenza educativa

30 gennaio 2009


“Anche nella nostra epoca, come ai tempi di don Bosco, si avverte quell'”emergenza educativa” più volte richiamata da Benedetto XVI, e aumenta da parte di genitori, insegnanti e della società la domanda di un’educazione che sia autenticamente tale”. Lo ha sottolineato venerdì mattina, 30 gennaio, l’arcivescovo Fernando Filoni, in occasione dell’annuale celebrazione promossa dalla comunità salesiana in Vaticano nella festa liturgica del fondatore.
Nella chiesa del Governatorato, sotto l’immagine di Maria madre della famiglia dipinta da Francesco Melanzio nel 1516, il sostituto della Segreteria di Stato ha ricordato il bene che i figli spirituali di san Giovanni Bosco svolgono in Vaticano, al servizio della Santa Sede fin dai tempi di Papa Pio xi, e ha tracciato un profilo spirituale del geniale apostolo della gioventù e della sua inventiva pedagogica. Quindi ne ha rilanciato l’attualità del messaggio, nel tessuto sociale contemporaneo privo di valori autentici e di saldi riferimenti morali per il mondo giovanile. “Perniciose e talora subdole ideologie – ha detto l’arcivescovo Filoni – influenzano i ragazzi; superficiali suggestioni e stimoli li condizionano rendendoli fragili e facili allo scoraggiamento. Esiste un lavoro assiduo di antieducazione – ha aggiunto citando Benedetto XVI – che compromette il loro futuro con esperienze distruttive”. Ecco allora il modello offerto dalla pedagogia di don Bosco, che incoraggia a non limitarsi a denunciare i mali ma ad avere l’audacia tutta evangelica di andare controcorrente. “Non dobbiamo permettere – ha proseguito il sostituto – che ci prenda la sfiducia:  i ragazzi di oggi non sono tanto diversi da quelli di ieri, e don Bosco insegna che essi vanno amati con quell’amore evangelico che si nutre di verità e di pazienza, che vanno accompagnati con quell’autorevolezza che deriva dalla coerenza della vita, che vanno guidati con quell’autorità che sa essere un saldo punto di riferimento in ogni circostanza”. Perché come amava ripetere il patrono della gioventù – ha concluso il presule – l’educazione è anzitutto “cosa del cuore”.
All’inizio del rito il nuovo direttore della comunità salesiana in Vaticano, don Pietro Migliasso, che ha concelebrato, ha rivolto un breve saluto all’arcivescovo Filoni. Hanno partecipato dipendenti de “L’Osservatore Romano”, con il direttore Giovanni Maria Vian e il vicedirettore Carlo Di Cicco, e della Tipografia Vaticana. Tra i concelebranti, don Giuseppe Colombara, direttore del servizio fotografico del giornale, don Giuseppe Costa, direttore della Libreria Editrice Vaticana (Lev), padre Edmondo Caruana, responsabile editoriale della Lev, e gli incaricati delle edizioni spagnola e polacca de “L’Osservatore Romano”, padre Arturo Gutiérrez e don Wladyslaw Gryzlo.

(©L’Osservatore Romano – 31 gennaio 2009)

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