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Gli ottanta anni dello Stato vaticano

30 gennaio 2009

“Un piccolo territorio per una grande missione”:  così definiva il nascente Stato della Città del Vaticano Papa Pio xi quando, l’11 febbraio del 1929, poco dopo la firma dei Patti lateranensi, rivolgeva il suo discorso ai parroci e ai quaresimalisti della diocesi di Roma e dava conto, a loro per primi, dei motivi che lo avevano spinto a chiedere un così piccolo territorio per esprimere la sovranità pontificia. “Volevamo mostrare – spiegò Pio xi – in un modo perentorio che nessuna cupidità terrena muove il Vicario di Gesù Cristo”, ma soltanto la necessità di dover rispondere a una “condizione universalmente riconosciuta indispensabile a ogni vera sovranità giurisdizionale”, cioè possedere “quel tanto di territorio che basti come supporto della sovranità stessa”. Anche rimanendo rispettoso di questo principio Pio xi volle infatti restare fedele alla visione che delle cose terrene aveva san Francesco; dunque per il suo Stato volle anche lui “quel tanto di corpo che bastava per tenersi unita l’anima”.
Oggi, a ottant’anni da quei giorni, la celebre frase di Pio xi è stata scelta come slogan per le manifestazioni organizzate dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano per celebrare la ricorrenza. Il cardinale Giovanni Lajolo, presidente, con il vescovo Renato Boccardo, segretario generale, ne hanno illustrato il programma ai giornalisti nella Sala Stampa della Santa Sede venerdì mattina 30 gennaio.
Tre sostanzialmente gli appuntamenti. L’11 febbraio prossimo avrà luogo, nel Braccio di Carlo Magno, l’inaugurazione della mostra “1929-2009. Ottanta anni dello Stato della Città del Vaticano”. “Per prepararla – ha spiegato il cardinale – è stata costituita una commissione scientifica”. La mostra, ha poi spiegato Barbara Jatta, assistente della Biblioteca Apostolica Vaticana, si svilupperà in cinque sezioni. La prima sarà dedicata al Vaticano prima del 1929; la seconda riguarderà interamente Papa Ratti, l’artefice della Conciliazione e dello Stato; la terza sezione presenterà la firma dei Patti lateranensi; la quarta conterrà documentazioni relative alla costruzione materiale degli edifici dello Stato a partire dal 1930; nella quinta saranno invece esposti materiali e documenti riferiti ai Pontefici succedutisi a Pio xi.
La seconda iniziativa riguarda la convocazione di un convegno di studi da celebrarsi dal 12 al 14 febbraio nell’Aula della conciliazione al Palazzo del Laterano, laddove furono firmati i Patti lateranensi, e, successivamente, nell’Aula nuova del Sinodo dei vescovi. Le relazioni offrirano “una radiografia completa – ha detto il cardinale Lajolo – del corpo e della storia dello Stato della Città del Vaticano. Sono affidate a personalità di primo piano nel mondo della cultura”. I lavori del congresso saranno inaugurati dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone. I convegnisti saranno poi ricevuti, sabato 14 febbraio, al termine dei lavori, da Benedetto XVI. “Ritengo – ha confidato il cardinale – proprio per gli argomenti trattati e per la partecipazione delle personalità che vi prenderanno parte, che si tratterà di un convegno di notevole interesse”. Sarà anche un’occasione, ha aggiunto monsignor Boccardo “per far conoscere, a quanti ancora non lo conoscono, lo Stato della Città del Vaticano e mostrare come non ci sia nulla da nascondere, come molti hanno sempre pensato, in nessuna delle sue componenti”.
Infine, terza iniziativa, il concerto offerto alle 18 di giovedì 12 febbraio, nell’Aula Paolo VI, dalla Our Lady’s Choral Society della cattedrale di Dublino. Alla presenza del Papa saranno eseguiti estratti di opere di Georg Friedrich Haendel.

(©L’Osservatore Romano – 31 gennaio 2009)

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