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Con le Chiese ortodosse orientali un dialogo fitto e incoraggiante

23 gennaio 2009

di Vladimiro Caroli
Officiale per la sezione orientale
del Pontificio Consiglio
per la Promozione dell’Unità dei Cristiani

L’Anno paolino è un evento che ha creato molte occasioni di contatto con il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, grazie anche allo spirito dinamico che caratterizza il Patriarca Bartolomeo. Dinamicità soprattutto interiore che gli ha permesso di invitare per la celebrazione dell’apostolo Paolo – figura fondamentale per l’Oriente cristiano – capi e rappresentanti delle Chiese Patriarcali e autocefale e contribuire a superare in parte alcune difficoltà sorte all’interno del mondo ortodosso tra il 2007 e il 2008.
Nel contesto di un simposio su san Paolo (9-17 ottobre 2008), cui erano invitate personalità di elevata rappresentatività culturale, il Patriarcato ha inserito una sinassi straordinaria dei capi e dei rappresentanti delle Chiese ortodosse (10-12 ottobre). La Santa Sede ha inviato al simposio una delegazione nominata per l’occasione dal Papa e composta dal cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, dall’arcivescovo Justo Mullor Garcia e dall’arcivescovo Antonio Lucibello, nunzio apostolico ad Ankara.
Ci sono elementi di sicura rilevanza in questo evento:  la riconfermata capacità delle Chiese ortodosse di recepire l’esercizio di una paternità spirituale attuata con saggezza dal Patriarca ecumenico e l’appello del Patriarca stesso all’unità ortodossa che necessita di essere resa visibile al mondo e agli altri partner ecumenici. Appello recepito poi dal messaggio sottoscritto in comune da tutti i capi di Chiesa o loro rappresentanti convenuti a Costantinopoli.
Se il proposito di conservare l’unità ortodossa figurava come il primo dei cinque punti elencati al termine del messaggio, al secondo posto c’era quello di riprendere, nel 2009, i preparativi – guardando a quelli intrapresi con le conferenze di Rodi – di un sinodo panortodosso. Ancora pochi giorni fa la stampa greca (“Kathimerini” del 4 gennaio) parlava del 2009, per questo motivo, come di “anno benedetto”.
Questi gli eventi importanti immediatamente precedenti la terza e più significativa visita compiuta nel 2008 dal Patriarca ecumenico a Roma. Infatti, dopo aver incontrato il Santo Padre già il 6 marzo scorso e poi ancora per l’inaugurazione dell’Anno paolino, su invito del Papa stesso, il 28 giugno scorso, Bartolomeo I è anche intervenuto davanti al Sinodo dei vescovi sabato 18 ottobre 2008. L’evento, nel suo genere, era senza precedenti, perché il Patriarca parlava nella Cappella Sistina davanti a vescovi della Chiesa cattolica riuniti sotto la presidenza del Santo Padre in una assise particolarmente solenne.
Il Patriarca ecumenico ha ripreso nel titolo del suo intervento il tema del Sinodo dei vescovi in corso:  La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa. “Si tratta della prima volta nella storia che a un Patriarca ecumenico è offerta l’opportunità di rivolgersi a un sinodo dei vescovi della Chiesa cattolica, e così esser parte a così alto livello della vita di questa Chiesa sorella”. Questo l’inizio di quel discorso, seguito da un accenno all’interconnessione tra sinodalità e primato, poche parole, ma significative e con un richiamo agli enunciati del documento di dialogo di Ravenna 2007.
Subito dopo Bartolomeo I accennava al tema della missione, che il Patriarca ecumenico e gli altri capi di Chiesa ortodossi avevano già indicato come un dovere della Chiesa nella loro sinassi straordinaria a Costantinopoli nei giorni precedenti. Dopodiché tutto il discorso si articola in tre grandi punti:  udire e proclamare la Parola attraverso la Scrittura; vedere la Parola di Dio – la bellezza delle icone e della natura; toccare e condividere la Parola di Dio – la comunione dei santi e i sacramenti della vita.
L’abbondanza con cui Sua Santità Bartolomeo i attingeva ai Padri greci ha poi dato l’occasione al Santo Padre di esprimersi a braccio con alcune parole di ringraziamento e di conclusione:  “Ho pensato:  i vostri Padri, che Ella ha citato ampiamente, sono anche i nostri Padri, e i nostri sono anche i vostri:  se abbiamo Padri comuni, come potremmo non essere fratelli tra noi? Grazie, Santità”.
Nell’ambito della collaborazione pratica con le Chiese ortodosse va sicuramente ricordata quella rinnovatasi con la Apostoliki Diakonìa della Chiesa di Grecia, che anche nel 2008 ha fornito borse di studio ad alcuni sacerdoti, seminaristi e laici cattolici, tra la metà di luglio e la metà di agosto, dando loro l’occasione di seguire un corso di neogreco ad Atene ed essere introdotti alla cultura greca e ortodossa. Quest’anno l’iniziativa ha permesso al Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani di rinnovare, con l’occasione, incontri e rapporti amichevoli non solo ad Atene, ma anche nella Chiesa ortodossa di Creta e in altre metropoli di Grecia, con alti rappresentanti della gerarchia.
Un accenno di particolare attenzione alla Chiesa di Grecia, la quale all’inizio dell’anno ha vissuto grandi cambiamenti. Il 28 gennaio scorso si spegneva infatti, dopo lunga trafila di interventi e cure mediche, il compianto arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia Christodoulos. Egli è passato alla storia come il primo capo della Chiesa greca ad aver reso visita alla Chiesa di Roma e al Santo Padre nel 2006. Alle sue esequie, il 31 gennaio, hanno preso parte rappresentanze di varie confessioni cristiane. Il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, è stato impedito dal parteciparvi perché impegnato nel dialogo teologico con le Antiche Chiese d’Oriente, ma la Santa Sede era presente con una delegazione guidata dal cardinale Paul Poupard e composta dal vescovo Brian Farrell, segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, e dall’arcivescovo Patrick Coveney, nunzio apostolico ad Atene. Durante un incontro seguito alle esequie, il cardinale Poupard ha potuto leggere il messaggio di cordoglio inviato dal Santo Padre per l’occasione.
Il 7 febbraio il metropolita di Tebe, terza città della Grecia, veniva eletto alla sede di Atene e intronizzato il successivo 16 febbraio con il nome di Hieronymos ii. L’augurio del Santo Padre al nuovo arcivescovo è stato ben accolto e Sua Beatitudine Hieronymos ii ha risposto ai ringraziamenti che il Papa aveva inviato al compianto arcivescovo Christodoulos, dopo aver da questi ricevuto gli auguri natalizi per il 2007.
Con la Romania i contatti del 2008 hanno portato all’invio a Roma da parte del Patriarca Daniel, di una delegazione composta di giovani sacerdoti tutti responsabili della direzione dei mezzi di comunicazione di massa che fanno capo al centro di stampa “Basilica”, organismo creato a questo scopo dal medesimo Patriarca. Si trattava di un viaggio di studio, in vista di poter far frutto dell’esperienza accumulata dagli organi di informazione vaticani.
Ciò che riguarda il Patriarcato di Russia e le altre Chiese slave è stato oggetto di un altro articolo sulle pagine de “L’Osservatore Romano” del 22 gennaio scorso.
Ancor più a oriente, i rapporti con le Chiese ortodosse orientali hanno registrato quest’anno due eventi degni di specialissima menzione. Ambedue i Catholicos della Chiesa armena apostolica hanno infatti visitato il Santo Padre Benedetto XVI. Il primo a venire a Roma è stato il Catholicos Supremo Patriarca di tutti gli armeni Karekin ii. La sua visita si è compiuta dal 6 al 10 maggio. Egli aveva visitato già due volte nel passato la Chiesa di Roma. In quest’ultima visita il Catholicos Supremo era accompagnato da un seguito di diciannove tra arcivescovi e vescovi e da oltre un centinaio di fedeli.
La visita di Aram i, Catholicos di Cilicia degli armeni, che risiede ad Antelias (Beirut), si è svolta dal 23 al 28 novembre 2008. Anch’egli era accompagnato da molti vescovi e da una trentina di pellegrini armeni.
Le relazioni con la Chiesa armena hanno anche visto una rappresentanza della Santa Sede recarsi nella sede di Etchmiadzin, centro spirituale del popolo armeno e della Chiesa armena. In questa sede si celebrava il 28 settembre scorso la consacrazione del Santo Myron, evento molto significativo nella vita di questa Chiesa, che ricorre soltanto ogni sette anni. Avendo il Patriarca Karekin ii rivolto un invito a Benedetto XVI, il Santo Padre ha nominato come suoi rappresentanti il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, l’arcivescovo Claudio Gugerotti, nunzio apostolico in Armenia, e monsignor Johan Bonny, officiale del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.
La Chiesa apostolica armena partecipa con suoi rappresentanti alla Commissione internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali. L’anno scorso la Commissione, giunta al sesto anno dalla sua attivazione, ha condotto una sessione di dialogo teologico, ospitata dal Patriarca Ignazio Zakka I Iwas della Chiesa siro ortodossa nel monastero di Sant’Efrem Maarrat Saydanya, a nord di Damasco, in Siria. Gli incontri si sono tenuti dal 27 gennaio al 2 febbraio 2008, sotto la presidenza congiunta del cardinale Walter Kasper e del metropolita Anba Bishoy, della Chiesa copta ortodossa.
Il dialogo di questi primi anni, d’impronta squisitamente ecclesiologica, ha permesso ai partecipanti di comprendere meglio la tradizione ecclesiologica comune e affrontare da vicino e insieme i punti di divergenza. Un importante risultato è stato raggiunto nel 2007, quinto di questa Commissione. In quell’anno i principali risultati degli anni precedenti sono confluiti nel progetto di un documento dal titolo:  La natura, la costituzione e la missione della Chiesa.
Nell’ultima sessione la Commissione ha concentrato la sua attenzione su questo testo, sul quale si è riscontrato un sostanziale ampio accordo e un comitato di redazione è stato incaricato di includere nel documento i risultati della plenaria 2008.
I temi di interesse toccati dal progetto riguardano il mistero della Chiesa, la sua costituzione e struttura e la sua missione e saranno ulteriormente discussi nella prossima plenaria che, ospitata questa volta dalla Chiesa cattolica a Roma, si svolgerà tra il 25 e il 31 gennaio prossimi.

(©L’Osservatore Romano – 24 gennaio 2009)

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