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Da Lambeth ai colloqui informali Il cammino ecumenico di cattolici e anglicani

21 gennaio 2009

di Mark Langham
Incaricato del Pontificio Consiglio
per la Promozione dell’Unità dei Cristiani
per il dialogo con la Comunione anglicana
e il Consiglio metodista mondiale

Il 2008 è stato un anno significativo per le relazioni tra la Chiesa cattolica e la Comunione anglicana, anche se nel periodo preso in esame non hanno avuto luogo gli incontri ufficiali di dialogo a livello internazionale. I recenti sviluppi all’interno della Comunione anglicana, e le reazioni da essi provocate, hanno sollevato questioni fondamentali circa le posizioni dottrinali e l’unità anglicana, con conseguenze importanti per le relazioni ecumeniche.
Com’è noto, nel 2003, un candidato che praticava apertamente l’omosessualità, è stato nominato vescovo della diocesi di New Hampshire nella Chiesa episcopaliana degli Stati Uniti. Allo stesso tempo, la diocesi di New Westminster nella Chiesa anglicana del Canada, ha emanato un rituale di benedizione destinato alle unioni tra persone dello stesso sesso, rituale adottato anche da alcune diocesi negli Stati Uniti. Le iniziative hanno provocato un’immediata reazione all’interno della Comunione anglicana con la minaccia di scisma da parte di alcuni vescovi, con parrocchie che si sono allontanate dalla giurisdizione locale episcopaliana e, per finire, con la dichiarazione di una nuova Provincia anglicana in Nord America.
Tali questioni controverse sono state ampiamente discusse nella Conferenza di Lambeth, l’incontro che riunisce, ogni dieci anni, su invito dell’arcivescovo di Canterbury, i vescovi anglicani di tutto il mondo. L’incontro del 2008 a Canterbury doveva incentrarsi sul tema del ruolo e della missione dei vescovi, ma le divisioni provocate dagli sviluppi ricordati sopra hanno inevitabilmente influito sull’andamento della conferenza. In effetti, circa un quarto dei vescovi anglicani si sono rifiutati di partecipare alla Lambeth Conference a causa della presenza di altri vescovi che sostengono la benedizione di unioni tra persone dello stesso sesso.
Un’ulteriore questione, sebbene meno controversa della precedente nell’ambito della Comunione anglicana nel suo insieme, è l’imminente ordinazione di donne vescovo nella Chiesa d’Inghilterra.
Una larga delegazione cattolica, guidata dal cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, era presente alla conferenza ed è stata invitata a partecipare all’insieme del suo programma. Kasper si è riferito con franchezza al dannoso impatto ecumenico provocato da recenti eventi, mentre – nei loro interventi – il cardinale Cormac Murphy-O’Connor, arcivescovo di Westminster e co-presidente, dal 1982 al 2000, dell’Anglican-roman catholic international commission (Arcic), il vescovo Brian Farrell, segretario del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, e monsignor Donald Bolen, assistente dell’organismo per la Sezione occidentale, hanno riflettuto sulla situazione ecumenica.
Era anche presente alla Lambeth Conference il cardinale Ivan Dias, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ospite speciale dell’arcivescovo di Canterbury, al quale è stato affidato l’intervento principale sul tema:  “Missione, giustizia sociale ed evangelizzazione”.
La conferenza non ha adottato risoluzioni, ma ha suggerito vari modi di procedere. Resta da vedere se tali suggerimenti saranno sufficienti ad assicurare l’unità e l’integrità della dottrina anglicana, che rappresenta anche un fattore importante per preparare la riattivazione del dialogo ufficiale (attraverso una nuova sessione dell’Arcic). I problemi relativi alla Comunione anglicana sono stati oggetto di discussione anche nell’incontro annuale delle Informal talks (Conversazioni informali), che si svolgono ogni anno tra il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani ed esponenti della Comunione anglicana in rappresentanza di Lambeth Palace, dell’Anglican communion office e del Centro anglicano di Roma, oltre ad alcuni membri delle Commissioni miste internazionali di dialogo cattoliche-anglicane.
L’atmosfera cordiale delle Informal talks 2008 ha permesso un onesto scambio di vedute circa gli sviluppi all’interno della Comunione anglicana e le possibili prospettive dei futuri dialoghi ufficiali. All’incontro, guidato dal cardinale Kasper, hanno partecipato, oltre al vescovo Farrell, chi scrive e il reverendo Gregory Fairbanks, incaricato (in seno al Pontificio Consiglio) per il dialogo con l’Alleanza mondiale delle Chiese riformate. L’incontro si è tenuto presso la sede del dicastero.

L’arcivescovo di Canterbury

Sebbene l’arcivescovo di Canterbury non eserciti una vera e propria giurisdizione al di fuori della Chiesa d’Inghilterra, egli continua a rappresentare uno strumento chiave d’unità nell’ambito della Comunione anglicana in tutto il mondo e ne è il rappresentante di maggiore rilievo. Di conseguenza, Benedetto XVI ha incoraggiato gli sforzi dell’attuale arcivescovo, Rowan Williams, per preservare l’unità anglicana. In occasione della sua visita a Roma nel mese di maggio 2008, gli incontri con il Papa e con il cardinale Kasper sono stati delle opportunità importanti per una discussione approfondita sui recenti sviluppi nell’ambito della Comunione anglicana.
Nel mese di gennaio 2008, John Sentamu, secondo in grado nella Chiesa d’Inghilterra nella sua qualità di arcivescovo di York, ha compiuto una visita ufficiale a Roma e si è intrattenuto con i rappresentanti del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani sulla situazione della Chiesa d’Inghilterra.

Le Commissioni internazionali di dialogo

Con la pubblicazione, nel 2005, del documento Mary:  grace and salvation in Christ, la Commissione mista internazionale anglicana-cattolica romana ha concluso la seconda fase del dialogo. Nel 2007 e nel 2008, una commissione preparatoria convocata dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e dall’Anglican communion office si è riunita a Londra per riflettere sulle future prospettive dell’Anglican-roman catholic international commission. Le raccomandazioni di detta commissione e le sue proposte circa i membri della nuova Arcic (la terza), nonché gli argomenti da adottare, sono stati attentamente considerati dal Pontificio consiglio nel contesto della riflessione sull’orientamento da seguire nel futuro dialogo. I risultati della Conferenza di Lambeth, la formulazione di efficaci strumenti di unità, nonché altri sviluppi nell’ambito della Comunione anglicana avranno anch’essi un peso sulla struttura e sulla composizione di un nuovo dialogo internazionale.
La prima Anglican-roman catholic commission for unity and mission (Arccum) non ha tenuto riunioni nel 2008, ma le conclusioni e le raccomandazioni del documento da essa elaborato nel 2007, Growing together in unity and mission, continuano ad essere studiate. Il documento contiene numerose raccomandazioni pratiche al fine di ampliare una collaborazione ecumenica a livello spirituale e pratico. Purtroppo la prima Arccum è stata privata del suo co-presidente anglicano, David Beetge, vescovo di Highveld and Dean of the Province, in Sudafrica, deceduto nell’autunno scorso, il quale si era dedicato con fedeltà e generosità alla commissione sin dalla sua creazione nel 2001. Egli è stato un caro amico del Pontificio Consiglio, un’amicizia che è stata possibile rinnovare alla Lambeth Conference, poco prima della sua morte.

Le relazioni con il Centro anglicano di Roma

Le relazioni con il Centro anglicano di Roma si sono ancora una volta rivelate un pratico e utile canale di comunicazione. La struttura è stata inaugurata nel 1966, a seguito della storica visita a Paolo VI dell’allora arcivescovo di Canterbury, Michael Ramsey. Il direttore del centro ha funzione di rappresentante ufficiale dell’arcivescovo di Canterbury e ha inoltre il compito di promuovere il profilo della Comunione anglicana a Roma. Nel febbraio 2008, il vescovo John Flack, a compimento del quinto anno di mandato quale direttore del centro, ha lasciato l’incarico. Il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani è stato il primo a ringraziarlo per il lavoro compiuto. Il vescovo Flack è stato sostituito dal reverendo David Richardson, già decano della cattedrale di Saint Paul di Melbourne (Australia). La presa di possesso del reverendo Richardson si è svolta nel corso di una cerimonia presieduta dall’arcivescovo di Canterbury, il 7 maggio, nella basilica di Santa Maria sopra Minerva.
In questi mesi hanno avuto luogo regolari incontri tra il nuovo direttore del Centro anglicano e il sottoscritto per uno scambio di informazioni e per sviluppare contatti costruttivi, particolarmente utili in questo periodo in cui si sta pianificando la riattivazione dei dialoghi ufficiali.
Conversazioni regolari sono state anche tenute con il reverendo Bill Franklin, appartenente alla tradizione anglicana episcopaliana negli Stati Uniti e temporaneamente associato al Centro anglicano. Frequenti sono stati inoltre i contatti informali con vescovi, membri del clero e del laicato anglicani, che hanno fatto visita al Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Tali incontri sono un mezzo quanto mai valido di far conoscere la funzione e le attività del Pontificio Consiglio e, allo stesso tempo, permettono al dicastero di acquisire una visione della scena ecumenica ai livelli diocesano e parrocchiale.
Nell’ottobre scorso il vescovo Tom Wright (Chiesa d’Inghilterra, diocesi di Durham) è stato ospite del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Il vescovo Wright, noto biblista, ha partecipato al sinodo dei vescovi in qualità di delegato fraterno della Comunione anglicana.

(©L’Osservatore Romano – 21 gennaio 2009)

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