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Il «locum tenens» Cirillo alla vigilia del concilio che eleggerà il successore di Alessio II

14 gennaio 2009

Mosca, 14. Far rinascere il ministero ecclesiale nel senso più vasto del termine ovvero la missione evangelica, il catechismo, il servizio caritatevole, l’attività e la testimonianza sociale:  in un’intervista all’agenzia russa Interfax, Cirillo,  metropolita  di  Smolensk  e Kaliningrad, locum tenens del Patriarcato di Mosca e di tutte le Russie, spiega le sfide che attendono il nuovo Patriarca che verrà eletto a fine gennaio dal concilio locale, l’organo più ampio e rappresentativo della Chiesa ortodossa russa.
“All’inizio del suo ministero primaziale – afferma Cirillo – il Patriarca Alessio II fu investito dell’obbligo di rinforzare l’unità della Chiesa, di far rinascere il catechismo e la missione, di sviluppare la formazione teologica, la pubblicazione della letteratura religiosa, di far restaurare e costruire le chiese e di far rifiorire la vita monastica, il ministero caritativo e tutti gli altri aspetti della missione della Chiesa”. Molto di questo è stato fatto:  basti dire che nel corso dell’ultimo ventennio il numero dei monasteri è passato da venti a ottocento e quello delle parrocchie è aumentato di quattro volte. Anche il sistema della formazione teologica si è sviluppato:  esistono più di undicimila scuole domenicali. Le statistiche e i contatti con la popolazione mostrano che la Chiesa gode oggi di fiducia. “Questa fiducia delle persone per la nostra Chiesa – sottolinea il metropolita – è frutto del lavoro del Patriarca Alessio II, che era amato da tanta gente. Il successore avrà il difficile compito di mostrarsi alla sua altezza”.
C’è molta attesa di conoscere la scelta del concilio locale. La procedura dell’elezione dei Patriarchi russi è variata nel corso dei secoli. Il primo, san Job (1589-1605), è stato scelto dallo zar fra tre candidati proposti dai vescovi. Nello stesso modo furono designati i suoi successori sant’Ermogene, Filarete e Josafat I. L’unico Patriarca a essere eletto tirando a sorte fu san Tichon:  accadde durante il concilio locale del 1917. Gli altri Patriarchi del ventesimo secolo – Sergio, Alessio i e Pimen – vennero nominati per alzata di mano. Alessio II è stato invece eletto con voto segreto fra tre candidati proposti dal concilio episcopale. “Gli anni del ministero dello scomparso primate – ha detto Cirillo a Interfax – – hanno evidenziato che la scelta è stata quella giusta e che Dio stesso era all’opera”.
Per il grande appuntamento di fine mese (l’elezione vera e propria si dovrebbe svolgere il 28 e 29 gennaio), il santo sinodo ha raccomandato al concilio episcopale, che dovrebbe riunirsi nei giorni 25 e 26, di designare tre candidati al seggio patriarcale. A sua volta, il concilio locale può proporre dei candidati supplementari. Secondo lo statuto della Chiesa, il possibile successore alla guida del Patriarcato di Mosca e di tutte le Russie deve essere vescovo, avere almeno quarant’anni e una formazione superiore teologica, oltre a essere dotato di esperienza nella direzione di una diocesi. È stato inoltre suggerito che le elezioni ai concili episcopale e locale siano segrete per garantire a ogni partecipante la scelta di votare in pieno accordo con la sua coscienza.
“Crediamo – ha affermato il metropolita di Smolensk e Kaliningrad – che la preghiera conciliare, sostenuta da quella di tutta la Chiesa, aprirà il cuore e lo spirito dei membri del concilio locale alla percezione della volontà dello Spirito Santo. Perché è importante guardare al nostro cuore e alla nostra intelligenza nella purezza per non distruggere la pace interiore con la diffidenza o la cattiveria e per lasciar parlare la voce di Dio. Il lavoro del concilio – ha spiegato Cirillo – è opera dello Spirito; è attraverso esso che la volontà di Dio è rivelata alla Chiesa e al mondo”.
Durante gli ultimi anni della sua vita, Alessio II parlava spesso della necessità di cambiare la qualità della vita nella Chiesa. “La crescita quantitativa non può impressionare – conclude Cirillo nell’intervista – ma oggi è necessario far risorgere il ministero ecclesiale nel senso più largo del termine”. L’evangelizzazione dovrà essere il principale obiettivo del prossimo Patriarca ma “ci sarà lavoro per tutti”.
Al concilio locale, la cui apertura è prevista  il  27  gennaio  nella  chiesa del Salvatore a Mosca, sono attesi circa settecento delegati in rappresentanza delle centocinquantasei diocesi e delle comunità all’estero. Ogni delegazione diocesana – informa l’agenzia AsiaNews – sarà composta da un chierico, un monaco e un laico e a esse si aggiungeranno i rappresentanti dei seminari e dei monasteri femminili patriarcali. I lavori del concilio verranno coordinati da una commissione di ventinove membri composta da ecclesiastici e laici.
Ieri intanto, in tutte le chiese ortodosse russe, si sono celebrati servizi in suffragio di Alessio II, morto quaranta giorni fa, il 5 dicembre scorso. A Mosca è stato proprio il locum tenens a presiedere la divina liturgia e il requiem nella cattedrale dell’Epifania dove è sepolto il Patriarca scomparso. Secondo la tradizione ortodossa – riferisce l’agenzia Sir – un’anima si presenta al giudizio finale di Dio al quarantesimo giorno della sua morte, lo stesso tempo trascorso da Gesù sulla terra dopo la risurrezione, fino all’ascensione in cielo. Per tale motivo in questo giorno è tradizione intensificare le preghiere per il defunto.

(©L’Osservatore Romano – 15 gennaio 2009)

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