Skip to content

A Gaza sempre più arduo far giungere gli aiuti

14 gennaio 2009

Gaza, 14. Diventa di ora in ora sempre più difficile la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza. Soprattutto dopo il bombardamento di uno dei sei Centri sanitari gestiti da Caritas Gerusalemme nel distretto Al Maghazi a Gaza. Sono quasi finite le scorte di medicinali, cibo e coperte, mentre la possibilità di portare aiuti umanitari resta estremamente complessa. La denuncia arriva dalla rete Caritas, che sta cercando di portare avanti i suoi interventi approfittando ogni giorno delle tre ore di tregua concesse ai combattimenti tra israeliani e miliziani di Hamas. Caritas Gerusalemme, aiutata da gruppi di volontari, lavora senza riposo, per dare sostegno a circa 25.000 persone, alloggiate in locali di fortuna nel quartiere di Shati Camp, nella periferia di Gaza. “Le loro case sono distrutte – informa la Caritas italiana – manca il pane perché i forni non funzionano, di notte fa freddo, il sistema fognario è gravemente danneggiato, le immondizie si accumulano, l’aria è irrespirabile per la polvere e i bombardamenti. I servizi sanitari sono al collasso”.
Tramite la rete internazionale la Caritas nei giorni scorsi ha lanciato un appello per raccogliere oltre un milione e mezzo di euro da destinare agli aiuti per superare questi mesi di emergenza. Oltre ad aiuti alimentari per 4.000 famiglie, si prevedono interventi sanitari con cliniche mobili e ambulanze a sostegno di quattro ospedali a Gaza, prodotti per l’igiene e aiuti economici per 2.000 famiglie, coperte per 1.000 famiglie e assistenza sanitaria d’urgenza a 1.600 persone.

Sulla situazione nella Striscia di Gaza sono intervenuti anche i vescovi francesi che con una dichiarazione diffusa oggi dal Consiglio permanente della Conferenza episcopale hanno dato voce alla preoccupazione che i rappresentanti delle religioni in Francia avevano espresso lunedì scorso al presidente Sarkozy incontrandolo all’Eliseo, riguardo a una serie di atti di antisemitismo, tra i quali anche il tentativo di incendiare la sinagoga di Tolosa. “Come tutti gli uomini di giustizia e di pace”, anche i cattolici in Francia – assicurano i vescovi – sono impegnati a promuovere “iniziative di preghiera e di azione” nelle diocesi. “Con i loro fratelli di confessione cristiana, ebraica e musulmana, i vescovi di Francia faranno ogni sforzo per promuovere il dialogo e il rispetto reciproco” e “si uniscono agli appelli del Papa e della comunità internazionale per il cessate il fuoco”. La dichiarazione si conclude esprimendo la solidarietà della Chiesa di Francia al Patriarca di Gerusalemme dei Latini, monsignor Twal che più volte ha auspicato che “l’Europa sia un ponte al servizio della pace”.

La drammaticità della situazione nella città di Gaza e a Jabalia è confermata anche da fonti vicine a una congregazione religiosa che per motivi di sicurezza preferiscono l’anonimato. Secondo tali fonti – rilanciate dall’agenzia Sir – “la popolazione è ormai allo  stremo:  mancano, infatti, cibo, acqua potabile, elettricità”. Molte persone “trovano rifugio nelle scuole o in casa di amici e parenti in zone di Gaza dove la situazione sembrerebbe migliore”. I più, comunque, “sono attestati nel centro di Gaza”. Le persone maggiormente sofferenti per questa situazione sono “anziani e bambini che hanno più bisogno di cure e di assistenza, cose che la situazione al momento non consente”. Indubbiamente “la paura è il sentimento più diffuso perché quello che si percepisce è che gli israeliani possano entrare anche nel centro della città da un momento all’altro e che possano usare armi al

fosforo”. Analoga, drammatica, testimonianza giunge anche da padre Manuel Musallam, il parroco della piccola comunità della Striscia di Gaza, che conta poco più di tremila fedeli. “Non abbiamo cibo – racconta – l’acqua potabile scarseggia e i bambini sono terrorizzati”.
(©L’Osservatore Romano – 15 gennaio 2009)

Annunci
2 commenti leave one →
  1. lucyvanpelt permalink
    19 gennaio 2009 12:41 am

    Le drammatiche vicende di Gaza, in questi giorni hanno avuto conseguenze devastanti soprattutto nei confronti dei bambini. La politica e le istituzioni devono fare la loro parte nel rilancio del processo di pace, ma di fondamentale importanza rimane anche l’assistenza concreta alle persone colpite. Segnalo che il Presidente della Provincia di Roma, Zingaretti, in collaborazione con l’organizzazione Save the Children, ha lanciato una campagna per la raccolta di fondi per l’acquisto di cibo e medicine, per l’emergenza umanitaria. Anche gli enti locali possono fare la loro parte.

    • redazione permalink*
      19 gennaio 2009 10:12 am

      Grazie per la segnalazione. A risentirci presto su queste pagine.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: