Skip to content

La morte del cardinale Avery Dulles

14 dicembre 2008

Il cardinale Avery Dulles, della Compagnia di Gesù, è morto a New York alle 6.30 di venerdì 12 dicembre, nel giorno della festa di Nostra Signora di Guadalupe, patrona delle Americhe. Aveva novant’anni. Il decesso è avvenuto nell’infermeria della comunità dei gesuiti nella Fordham University.
Nato ad Auburn, in diocesi di Rochester, il 24 agosto 1918, era stato ordinato sacerdote il 16 giugno 1956. Giovanni Paolo II lo aveva creato e pubblicato cardinale nel concistoro del 21 febbraio 2001, assegnandogli la diaconia dei Santi Nomi di Gesù e Maria in Via Lata.

Figlio del segretario di Stato del presidente statunitense Eisenhower e nipote di un direttore della Central Intelligence Agency, Avery Dulles venne educato in una famiglia protestante. Dichiaratosi in un primo tempo agnostico, nel 1940 divenne cattolico durante gli studi ad Harvard. Sedici anni dopo fu ordinato sacerdote, come gesuita. È stato uno dei più importanti teologi del Novecento, creato cardinale da Giovanni Paolo II. È morto, novantenne,  nella sua residenza alla Fordham University a New York che lo aveva avuto, a lungo e fino all’ultimo, professore di religione e società.
Avery Dulles era nato ad Auburn, New York, nella diocesi di Rochester, il 24 agosto 1918. Figlio di John Foster Dulles e di Janet Pomeroy, era cresciuto in una delle famiglie più note del mondo politico statunitense – il bisnonno, il prozio e il padre erano stati segretari di Stato – e segnata da un’impronta rigidamente protestante:  Avery era pronipote del reverendo Allen Macy Dulles, illustre teologo presbiteriano.
Aveva frequentato le scuole elementari a New York e le medie inferiori e superiori in Svizzera e poi nel New England. Ma giovanissimo si era allontanato dalla pratica religiosa. Come lui stesso ha raccontato, il suo avvicinamento e poi la sua conversione al cattolicesimo erano stati un processo graduale, cominciato studiando arte, filosofia, teologia e letterature medievali nella prestigiosa università di Harvard.
Il 26 novembre 1940, completati gli studi, era stato accolto nella Chiesa cattolica. Fatto che, almeno all’inizio, non piacque alla sua famiglia. Uomo di pensiero ma anche di azione, nel 1942 era entrato nella marina statunitense, prestando servizio fino alla fine della seconda guerra mondiale. Lasciata la marina, Avery Dulles era entrato nella  Compagnia  di Gesù. Aveva insegnato  filosofia per due anni alla Fordham University ed era stato ordinato sacerdote il 16 giugno 1956 dal cardinale arcivescovo di New York, Francis Spellman. Tra il 1957 e il 1958 aveva approfondito la propria formazione pastorale e ascetica a Münster in Germania e quindi alla Pontificia Università Gregoriana dove aveva conseguito la laurea in teologia nel 1960.
Padre Dulles aveva insegnato al Woodstock College dal 1960 al 1974 e al College della Catholic University of America dal 1974 al 1988, passando poi alla Fordham University. Molto nutrito l’elenco delle sue pubblicazioni teologiche – Models of the Church è la sua opera più nota – e dei suoi incarichi come professore nonché dei riconoscimenti accademici, comprese più di venti lauree ad honorem. Tra il 1992 e il 1997 era stato anche membro della Commissione teologica internazionale.
Proprio per il suo contributo come teologo Giovanni Paolo II lo aveva creato e pubblicato cardinale nel concistoro del 21 febbraio 2001, assegnandogli la diaconia dei Santi Nomi di Gesù e Maria in Via Lata.
I principali ambiti di studio di Dulles sono stati l’ecclesiologia, la dottrina della rivelazione e l’ecumenismo:  in questo campo è stato tra i protagonisti del dialogo con i luterani. Ha cercato di accrescere la comprensione reciproca fra diverse correnti della Chiesa e le scuole teologiche restando assolutamente fedele al magistero della Chiesa, universalmente apprezzato per la sua moderazione e per il suo rigore nello studio.
Nel corso della visita apostolica negli Stati Uniti dello scorso aprile, Benedetto XVI aveva voluto fargli una breve visita presso il Seminario di Dunwoody, a New York, portandogli il suo saluto e la sua benedizione.

(©L’Osservatore Romano – 14 dicembre 2008)

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: