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Caritas Internationalis sulla crisi in Zimbabwe

14 dicembre 2008

Harare, 13. Un appello per il rilascio di Justine Mukoko e degli altri difensori dei diritti umani rapiti in Zimbabwe è stato lanciato dal presidente della Caritas Internationalis cardinale Oscar Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras).
“La signora Mukoko è una persona rispettata per la difesa dei diritti umani e una preziosa partner della Caritas” afferma nel messaggio il cardinale Maradiaga che chiede con fermezza alle autorità del Paese africano di operare per ottenere il suo immediato rilascio insieme a quello degli altri volontari rapiti da gruppi non ancora identificati.
“Justine Mukoko – ricorda Maradiaga – è stata rapita nella sua abitazione di fronte a suo figlio la mattina del 3 dicembre. Quindici uomini in borghese hanno fatto irruzione nella sua casa alle 5 del mattino. Lunedì 8 dicembre altri due suoi collaboratori sono stati presi a forza nei loro uffici. Di nessuno di loro si ha più notizia”.
Justine Mukoko è direttrice dello Zimbabwe Peace Project (Zpp), organizzazione che ha avuto un ruolo cruciale nel documentare la violenza politica in atto in questo Paese. Nella nota, il presidente della Caritas Internationalis ricorda che in Zimbabwe “il rispetto dei diritti umani si è notevolmente deteriorato quest’anno” ed esprime ferma condanna per il “sistematico prendere di mira i difensori dei diritti umani”.
Si intensificano intanto gli sforzi per arginare l’epidemia di colera che sta provocando migliaia di vittime in Zimbabwe. La presidenza di turno del Consiglio d’Europa, rappresentata dal ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner, ha deciso di chiedere l’intervento dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) “perché ormai è una catastrofe sanitaria”. “Il colera – ha sottolineato Kouchner – è sulla lista delle malattie trasmissibili per le quali può essere chiesto l’intervento di urgenza”.
Anche il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha sottolineato l’urgenza dell’intervento in Zimbabwe. Il ministro ha riferito che si è “esplorata la possibilità di un intervento forzoso dell’Oms per combattere l’epidemia di colera”. L’Organizzazione non governativa “Medici senza frontiere” che opera nel Paese africano ha già aperto decine di centri di trattamento per il colera in Zimbabwe e ha finora visitato oltre undicimila pazienti.

(©L’Osservatore Romano – 14 dicembre 2008)

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