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La presentazione ad Aosta delle celebrazioni per il IX centenario della morte di sant’Anselmo

10 dicembre 2008

di Stefano Maria Malaspina

Una presentazione in breve di Anselmo d’Aosta, del quale nel 2009 ricorre il IX centenario della morte – avvenuta il 21 aprile del 1109 -, appare impresa ardua. Ebbe, è vero, la fortuna di un “biografo intelligente accanto a sé” (Vanni Rovighi); ma rimane una personalità poliedrica e complessa.
È infatti il giovane che non senza esitazioni sceglie la vita monastica, e che affinerà a Le Bec, in Normandia, sotto la sapiente guida di Lanfranco, una vocazione inizialmente dettata anche da una certa ricerca di successo e applauso.
È il priore di questa giovane abbazia, dove si occupa della formazione dei novizi, mostrandosi fine e attento pedagogo e abile lettore dell’intimo:  “Guidato dalla sua capacità di discernimento, riusciva a cogliere le caratteristiche di ogni età” (Vita Anselmi).
È il pensatore geniale e sottile, in ricerca delle “ragioni necessarie” della fede, capace di elaborare una prova “sintetica” dell’esistenza di Dio ottenendo “vertici di divina speculazione così elevati che l’aiuto dell’illuminazione di Dio riuscì a comprendere questioni particolarmente oscure riguardanti la natura di Dio e la nostra fede” (ibidem).
È l’arcivescovo di Canterbury, che vive il duro contrasto con i regnanti (Guglielmo il rosso ed Enrico ii) e l’amara prova dell’esilio, vissuta per difendere la libertà della Chiesa (libertas Ecclesiae), riuscendo però a concludere la propria vita in pace, con il conforto dei suoi monaci, in quei luoghi che saranno testimoni del martirio di un altro illustre arcivescovo di Canterbury, Thomas Becket.
Concorrono a delineare il profilo del santo le molteplici iniziative previste per il 2009 e presentate ad Aosta, dove Anselmo nacque nel 1033. Il presidente della Valle d’Aosta Augusto Rollandin, nel presentare le iniziative di una ricorrenza che sta suscitando un rinnovato fervore di studi sulla vita e sulla ricchezza dell’insegnamento di sant’Anselmo, ne ricorderà lo scopo:  mettere in evidenza “il figlio più illustre di Aosta, e il rappresentante insigne di quella cultura transalpina ed europea che nella Valle ha trovato le sue più felici vie di comunicazione e transizione”. Ripercorrerà inoltre alcune delle più recenti iniziative attuate per rievocarne lo spessore europeo (il congresso Anselmo d’Aosta. Figura europea del 1988) e delinearne l’immagine di educatore (nel convegno svoltosi nel 2002), dei quali la Jaca Book ha pubblicato gli atti. Attività tutte che tendono a riaccendere il ricordo del “dottore magnifico” per “riapprenderne e approfondirne la dottrina, quasi con la missione di trasmetterla alle nuove generazioni”.
Si inserisce perfettamente in tale contesto la pubblicazione dei Memorials, o Anselmo d’Aosta. Nel ricordo dei discepoli (a cura di Inos Biffi, Aldo Granata, Costante Marabelli e Davide Riserbato, Milano, Jaca Book, 2008, pagine 764, euro 90). Si tratta di parabole, detti, miracoli di un maestro che parla per immagini e similitudini, di un priore che attrae e affascina, di un monaco che lascia, dietro di sé, l’incancellabile ricordo di una vita interamente dedita a Dio. La prima edizione italiana esce con il testo latino a fronte.
Si tratta di testi che, pur risalendo ad Anselmo “nel contenuto, sono il frutto della memoria e della stesura dei discepoli, particolarmente di Eadmero e di Alessandro di Canterbury, i “raccoglitori delle parole di Anselmo” e dei suoi miracoli” (Biffi). Qui incontriamo l’Anselmo “còlto nei suoi momenti più felici; quello dei suoi affascinanti colloqui e delle sue penetranti e persuasive omelie”.
Prosegue così l’edizione dell’Opera omnia anselmiana, già avviata con i tre volumi delle Lettere (la cui integrale edizione in italiano, con il testo dell’originale a fronte, è stata la prima in una lingua moderna) e con le Orationes et meditationes (anch’esse accompagnate dal testo latino e da ampie introduzioni, commenti, annotazioni).
Seguiranno nel corso di questo IX centenario una nuova edizione italiana, basata sul testo critico del Southern, della Vita di Anselmo scritta dal discepolo Eadmero e della Vita redatta dal raffinato Giovanni di Salisbury. Infine, per la prima versione in lingua italiana, la Historia Novorum, sempre di Eadmero.
Quelle di quest’ultimo sono fonti e testimonianze dirette di chi è vissuto per anni con Anselmo e ne ha condiviso l’esilio, potendo raccogliere, dalla sua propria voce, una messe di particolari anche relativi ai tempi della giovinezza di colui che sarebbe in seguito diventato arcivescovo di Canterbury.
Il Congresso internazionale, che si svolgerà dall’1 al 3 ottobre 2009 nel capoluogo valdostano, sarà l’occasione per rileggere ancora le vicissitudini storiche – talora drammatiche, dal riflesso ancora attuale – del santo e per ripercorrerne la vastità di pensiero, che si estende dal campo della filosofia e della teologia, a quello dell’esperienza monastica e della cura pastorale.
Fra i relatori è prevista la presenza di Paul Gilbert, della Pontificia Università Gregoriana, di David Luscombe (University of Sheffield), di Helmut Kohlenberger (Freilassing Universität) e di Jean François Cottier (Université de Montréal).
Presentando i Memorials, l’assessore Laurent Viérin ne ha ulteriormente precisato il valore del contributo alla conoscenza del suggestivo e attraente ritratto anselmiano a partire dalla pubblicazione dei ricordi:  “Siamo riportati a quanto di lui si è venuto imprimendo nella memoria”:  i suoi detti, penetranti e arguti; le sue candide similitudini e parabole, attinte dalla vita monastica o da quella consueta della gente comune; le sue vivide e colorite immagini; le trame o gli abbozzi delle sue riflessioni; in sintesi, il brillante conversatore che sa farsi ascoltare, l’educatore che sa persuadere, il monaco che amando Dio spinge a fare altrettanto. Tanto che molti monaci, direttamente o indirettamente, fecero il loro ingresso nel monastero di Le Bec proprio a motivo di Anselmo.
Un aspetto, quello della popolarità di Anselmo, che ne completa il tratto:  accanto all’uomo dotto e dalla mente speculativa, all’autore fra le altre opere del Monologion, del Proslogion e del Cur Deus homo, ecco infatti l’abate che sa comunicare e trasmettere il gusto anche a quanti non sono chiamati per professione ai ragionamenti sottili e alle filosofiche distinzioni.
Tutto questo concorre alla conoscenza della ricca e multiforme personalità di Anselmo, che non si lascia ridurre e semplificare, uomo, qual è, di pensiero e di orazione, di razionalità e di fede, di accogliente e indulgente mansuetudine e di tenace fermezza, di lucidi principi e di rara finezza psicologica.
D’altronde lo stesso Richard William Southern, nel presentare il suo Anselmo d’Aosta. Ritratto su sfondo – il più completo studio sulla persona di una delle menti più ricche e affascinanti dell’intera storia cristiana – aveva a sottolineare:  “Non è un argomento a cui si possa pensare una volta e poi riprenderlo solo per qualche correzione e per l’aggiunta di pochi dettagli. (…) Toccò il pensiero, la pietà e la politica del tempo in ogni loro aspetto rilevante; e tutto ciò che egli toccò ebbe dopo un aspetto diverso”.
Senza dubbio questa commemorazione di Aosta non ha la pretesa di essere esauriente:  essa tuttavia, ripercorrendo la drammaticità della vita, le biografie coeve, il panorama storico, una personalità incapace di compromessi, gli scontri con il potere politico, è accompagnata dal rigoroso studio delle fonti e dalla loro pubblicazione, che a sua volta diviene strumento per ulteriori nuovi approfondimenti e ricerche. Sarà a disposizione, arricchita e più completa, una più ampia parte della vasta eredità anselmiana.

(©L’Osservatore Romano – 11 dicembre 2008)

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