Intervento della Santa Sede alla 62ª sessione dell’Assemblea generale dell’Onu

2008 Luglio 12
by redazione

Signor Presidente,
ci riuniamo per esaminare la Dichiarazione d’Impegno del 2001 su hiv/aids e la Dichiarazione Politica del 2006 su hiv/aids. Come osserva il rapporto del Segretario Generale, sono stati compiuti dei progressi, ma c’è ancora molto da fare. Uno progresso notevole è l’essere riusciti a contenere la pandemia, a suscitare la speranza che nel prossimo futuro moltissime persone sopravviveranno alle infezioni da hiv e a far sì che l’impegno nell’assistenza ai malati non solo prosegua, ma anche aumenti.
Alla luce della “Dichiarazione politica su hiv/aids” adottata dall’Assemblea Generale il 15 giugno 2006, desidero riferire dell’impegno della Santa Sede e dei suoi vari organismi nel mondo per aiutare quanti vivono con malati di hiv e aids.
La Santa Sede, attraverso la “Fondazione Buon Samaritano”, un’organizzazione creata allo scopo di offrire immediata assistenza economica alle istituzioni mediche, ha donato circa mezzo milione di dollari per l’acquisto di farmaci anti-retrovirali.
A livello nazionale, le Conferenze episcopali hanno sviluppato una maggiore consapevolezza e programmi per contribuire alla lotta contro questa epidemia, in particolare nei Paesi in via di sviluppo e fra le popolazioni più emarginate. Per esempio, nella sola India, sono stati creati più di 100 centri che offrono trattamenti, assistenza e sostegno ai malati di aids. Presto, oltre a queste istituzioni, altri 45 centri apriranno nelle aree rurali e isolate. La Conferenza episcopale delle Nazioni Unite mediante i “Catholic Relief Services” sostiene circa 250 progetti nei Paesi più poveri. L’importo di tale aiuto nel 2007 è stato superiore a 120 milioni di dollari.
A livello internazionale, la Santa Sede mediante le sue varie istituzioni è presente in tutti i continenti del mondo e offre educazione, cure, sostegno e supporto indipendentemente dalla razza, dalla nazionalità o dal credo. Con l’aiuto di diecimila operatori e volontari queste istituzioni hanno raggiunto circa quattro milioni di persone con consapevoli programmi di educazione salva-vita. Inoltre, forniscono cure mediche e nutrizionali e sostegno a circa 350.000 persone che vivono con l’hiv/aids e farmaci anti-retrovirali a più di 90.000 uomini, donne e bambini. Un terzo di questa assistenza è fornito a titolo completamente gratuito. Siamo anche molto consapevoli del fatto che un numero significativo di decessi di persone malate di hiv/aids sono il risultato di infezioni e malattie legate all’hiv/aids quali malaria e tubercolosi. A questo proposito, sosteniamo e incoraggiamo quanti si impegnano e operano per ridurre il numero di infezioni da tubercolosi e gli effetti devastanti della malaria. Spesso queste malattie vengono trascurate e i programmi sottofinanziati. Sono necessari sforzi maggiori per affrontare queste malattie.
Infine, la Santa Sede e le sue varie istituzioni continuano a promuovere maggiori possibilità di ottenere test dell’hiv più accessibili economicamente, affidabili e salva-vita, farmaci anti-retrovirali, trattamenti farmacologici preventivi madre-figlio e tecniche diagnostiche per la conta dei CD4. Oltre all’accesso all’assistenza sanitaria di base e all’alimentazione sostenibile, questi progressi tecnologici possono lentamente eliminare il divario fra ciò che è possibile e ciò che necessario.
Signor Presidente,
siamo qui oggi per esaminare i nostri progressi, ma, cosa ancor più importante, per rinnovare il nostro impegno nello svolgere azioni salva-vita necessarie. La Santa Sede e le sue varie organizzazioni continuano a impegnarsi per affrontare questa epidemia in modo compassionevole e sollecito, a incoraggiare una maggiore solidarietà per tutti i membri della nostra società e per promuovere la dignità intrinseca della persona umana in tutte le aree della società.

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